1. Chi se lo aspettava?


    Data: 27/10/2018, Categorie: Trans, Autore: giannitom, Fonte: Annunci69

    Sono stato indeciso sino all’ultimo se raccontare questa storia, primo perché non sono il protagonista, secondo perché non fa parte dei miei canoni per quanto riguarda il sesso, preferisco i trans e lo sapete tutti. Dunque il protagonista è Giulio (il nome è di fantasia), un ex collega. Conosco Giulio da almeno 12 anni, e abbiamo lavorato assieme poco più di 10 anni, bravissima persona e gran collega, mai avuto screzi con nessuno, salvo l’invidia di qualche collega geloso. Andavamo molto d’accordo, era il classico collega con cui tutti vorrebbero lavorare, molto competente, se gli chiedevi consigli era sempre prodigo e paziente, non eravamo molto in confidenza sul privato, ma qualche volta lui, ed anche io, ci scambiavamo il racconto di qualche esperienza, entrambi single quindi era facile chiacchierare sulle nostre serate, vacanze ecc. Lui sapeva che a me piacevano i trans, anche se non capiva perché, ed io sapevo che lui, gran ballerino, amava frequentare le balere di periferia e spesso rimorchiava milf, badanti ben messe, e qualche sposata che aveva bisogno di una serata di evasione. Circa un anno e mezzo fa, arriva un martedì mattina e mi dice: “Gianni mi sono dimesso e vado a Brescia a lavorare”, “che cazzo dici? ma il direttore non ti lascia mica andare, sei uno dei migliori dell’ufficio”, “anche tu? me lo ha detto anche lui ieri sera riempiendomi di elogi e facendomi offerte, ma gli ho detto di no”. Non ci potevo credere, il Giulio che lascia il nostro studio! E ... siccome che sapevo che lui è uno che le cose le pondera per bene, se aveva preso quella decisione, non tornava più indietro, gli chiedo: “e quando ci lasci?”, “ci siamo accordati per terminare venerdì, senza penali per i pochi giorni di aspettativa”. “Cazzo Giulio, mi lasci di stucco, non l’avrei mai immaginato” e per stemperare la cosa gli dico: “mi raccomando lasciami i numeri di cellulare delle tue donne eh”. La settimana trascorre in fretta, Giulio indaffarato sino all’ultimo per passare le sue pratiche ad un collega, infine arriva venerdì, lo invito a cena ma lui rifiuta, scusandosi, ma deve ancora preparare tutta la roba per il mattino dopo, per la partenza. “Ehi mi raccomando, sentiamoci, poi appena sei a posto ti vengo e trovare”, “ok Gianni, ci conto, la mia casa è sempre aperta per te”. Però sapete come vanno queste cose, quando sei lontano, è vero che Brescia è a 100 km, ma tra il dire e il fare ne passa. Comunque, ogni tanto ci sentivamo, lui mi raccontava delle sue avventure ed io delle mie, un mese fa mi telefona e lo sento molto giù: “che hai Giulio, mi sembri giù di corda, non riesci più a trovare qualche donna?”, “no, è che ho qualche problema”, ed io: “se vuoi parlarne ti vengo a trovare”, detto fatto ci accordiamo per il fine settimana dopo, mi viene a prendere in stazione, ci abbracciamo e lui mi dice: “stasera sei mio ospite, e adesso andiamo a pranzo sul Garda”. Desenzano sul Garda dista da Brescia circa 30 km, Giulio evidentemente aveva programmato tutto, ...
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