1. In cambio del silenzio


    Data: 30/10/2018, Categorie: Saffico, Sensazioni, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Io devo perseverare, devo cercare di resistere rimanendo salda, dal momento che dovrò salire sopra un’aeromobile, giacché dovrò trascorrere una nottata a circa 12.000 metri d’altitudine dove non ci sono neanche più le nuvole, indubitabilmente non le creature celesti. Il proponimento e perfino la mia volontà attualmente è finita sotto i tacchi delle scarpe, per il fatto che una fiacca gigantesca si sta appropriando del mio fisico annientandomi, gli arti inferiori infatti mi tremolano e peggiormente mi sento così stremata perché so a meraviglia che non chiuderò occhio, a causa di dover passare un’immancabile notte che mi creerà una tale angustia e una sofferenza per quel volo transoceanico che dovrò affrontare e che lentamente quel timore silenzioso m’assale.Una delle poche cose positive che sto sperimentando è che sto viaggiando da sola e l’aeromobile nel centro è pressoché vuoto. All’accettazione mi libero d’una valigia, poi della sterminata e per di più accurata serie di controlli, dovuti a seguito del doloroso e grave attentato terroristico dell’undici di settembre a New York la sala per l’imbarco è vuota, che meraviglia. Con il capo accostato al rivestimento della parete tengo le gambe distese più che posso, la borsa è disposta alla maniera d’una bandoliera, in questo modo sbarro le pupille cercando di sonnecchiare. Nel motel non ho fatto in tempo neanche a cambiarmi, perché ho ancora addosso una gonna di lino, una delle poche cose che sono riuscita a comprare. E’ ... incantevole e benfatta, le calzature sono di pelle, sono spettacolari, mi auspico unicamente che non s’ingrossino i piedi non favorendo la circolazione del sangue. Mi copro le spalle con un maglione grezzo di cotone, per il fatto che ho addosso solamente una maglietta e l’aria condizionata promette d’essere capricciosa e instabile. Quando la fila per l’imbarco sta finendo, mi alzo e lentamente con i documenti necessari m’avvio.L’aeromobile è un superato Boeing di linea, io mi sono fatta assegnare un posto nella fila centrale che ha quattro posti, di questo andare confido di restare da sola per essere in grado di sdraiarmi comodamente, eppure quando approdo alla mia sistemazione dall’altra estremità c’è una ragazza giapponese che mi squadra, perché credo d’intuire che anche lei avrebbe preferito restare da sola. Lo sguardo però termina su d’una borsa rossa, visto che se ne intravvede soltanto un elemento, ma è una borsetta pregiata Kelly di coccodrillo, inconfondibile. In quell’istante trattengo il fiato, io la osservo nuovamente con interesse: lei si è infilata gli smisurati occhiali scuri, ha addosso una blusa chiara e dei calzoni malconci e sciupati con una cintola di colore nero con una palese borchia di metallo bene in vista.Io sono ammaliata e rapita, quella borsa è a un metro da me, dato che mi trancia il fiato, allora mi siedo e cerco di non pensarci. Immediatamente m’accomodo, dispongo l’imbottitura sopra il grembo, colloco il cuscinetto dietro il collo, sistemo i tappi sulle ...
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