1. Lei sa quello che vuole


    Data: 31/10/2018, Categorie: Saffico, Sensazioni, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    E’ pomeriggio, all’aperto s’avverte al di là d’ogni dubbio il caldo opprimente della piena estate, in casa c’è la penombra, l’ideale fase e la perfetta situazione per stare al fresco. In giro non c’è un’anima viva, dalla finestra della cucina io domino tutta la via sino all’incrocio con il corso e se Anita capiterà senz’altro la vedrò arrivare, però non so se devo sperarci, anzi, non devo farci alcun assegnamento né lusingarmi proprio per nulla. E’ presto, io le avevo detto alle quattro, visto che manca ancora un quarto d’ora, ma è da un po’ che sono qui appostata alla finestra, dato che è inutile negare che sono agitata, incuriosita e intrigata come non mai.Dal quarto piano io vedo i tetti roventi delle case vicine, le terrazze inondate di sole, le antenne televisive, le parabole e un gatto sdraiato all’ombra. Controllo la lunga stradicciola acciottolata e deserta in fondo dove lei potrebbe comparire. Aspetto, perché mi piace coltivare e sostenere quest’idea assurda e incoerente, anche se so che non verrà, indubbiamente si sarà fatta prendere dagli scrupoli e dai sospetti e non si farà neppure vedere. Io osservo intanto un signore che porta a spasso il cane nella parte in ombra della strada, un ragazzino che sfreccia in bici, poi ancora nessuno per molto tempo in quell’arsura torrida del dopo pranzo, dal momento che la popolazione avveduta e sensata se ne sta in casa, infine eccola, però. Chi l’avrebbe mai detto? Davvero caparbia, perseverante e tenace la ragazza.Lei ha ... svoltato l’angolo e ha guardato un attimo in alto per rassicurarsi del nome della via. E’ lontanissima, eppure non posso sbagliarmi: è proprio Anita. Avrei voglia di gridare, di sbracciarmi, di spalancare le persiane, di farmi vedere e di mettermi a urlare per richiamare la sua attenzione e indicarle che è questa la casa che sta cercando e che il portone è qui di sotto, eppure non faccio niente di tutto questo. Lei ha una capigliatura del colore del rame, io mi limito a guardarla dall’alto nascosta dalle persiane appena accostate e quello che vedo è davvero un delizioso e gradevole spettacolo. Lei non è più vestita come stamattina all’università, fa caldo e si è messa comoda, persino anche troppo, in caso contrario si è preparata così perché vuole stupirmi.E’ vestita come un calciatore, o meglio come un ragazzino con una maglia bianconera della Juventus lunga fino a coprirle quasi del tutto anche i pantaloncini, ma proprio una maglia da calciatore vero, grandissima per lei con i pantaloncini neri, naturalmente come quelli da calcio, mentre le gambe no, dato che non sono quelle d’un calciatore, siccome sono gambe di ragazza, lunghe che non finiscono più, che già da sole sono una garanzia e una promessa d’appagamento e di felicità. E anche i piedi sono nudi: due ciabattine che sembrano quasi che cammini scalza, in una mano regge qualcosa che sarà certamente il telefono, un pacchetto di sigarette e un accendino, nell’altra la sigaretta accesa, mentre avanza con calma lanciando in ...
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