1. Sogno Rosso di Primavera


    Data: 03/11/2018, Categorie: Etero, Autoerotismo, Sensazioni, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Sogno Rosso di PrimaveraDi colpo il silenzio si frantumò come un prezioso calice all'impatto con il duro pavimento. Schegge di affilato rumore che, nel tempo di un battito di ciglia esplosero, da uno divennero migliaia, si diffusero nell'etere e, più veloci del vento, saturarono l'aria, coprendo ogni cosa sul loro corsa. Infine, come furenti predatrici, si lanciarono impietose sui delicati timpani della giovane creatura che giaceva sinuosamente avvolta tra le immacolate lenzuola dai ricami scarlatti.In un tempo e in un mondo lontano eppur vicino, acuminati intangibili spilli si incunearono nei suoi pensieri. Ogni più remoto angolo della sua mente si squarcio con un silenzioso grido, richiamandola all'istante dal sonno profondo in cui giaceva.Senza muoversi, Dalia aprì gli occhi e si guardò attorno. Si sentiva spaesata, confusa, come strappata via da una realtà familiare e confortevole e proiettata bruscamente in una dimensione scomoda e fastidiosa.Nonostante avesse l'abitudine di dormire nell'oscurità più totale, i vecchi scuri della finestra non riuscivano più a tenere completamente fuori i raggi del sole che, indomiti invasori, fecero breccia nelle difese della dimora, diffondendo un tenue bagliore in tutta la camera.Prendendo coscienza di sé, la ragazza mosse lentamente le gambe sotto le lenzuola. Le stese per tutta la loro lunghezza, le piegò richiamando a sé le sottili caviglie ed infine le stese ancora, quasi temendo che non le appartenessero più e si rifiutassero di ... obbedire alla sua volontà. Con la stessa insensata prudenza sfiorò il proprio viso con una mano, con la paura di trovare lineamenti sconosciuti ed alieni. Tutto era esattamente come doveva essere. Dunque aveva sognato, così profondamente da non saper più distinguere il sogno dalla realtà.Sogno. Cos'è un sogno, in fondo, se non un'altra realtà? Possiamo noi esser certi che la realtà non sia essa stessa un sogno? Quante volte si era posta questa domanda? Quante volte si era mossa spinta da questa curiosità?Il silenzio, tornato immobile e cristallino signore della dimora, fu di colpo spazzato via come un fraudolento re dalla corona di ottone. La sveglia, senza voler concedere tregua alcuna, aveva frantumato il trono con il proprio melodico caos in un'impari battaglia. Fin quando un dito delicato di Dalia l'aveva spenta. Per sempre.Con ansia, mista a malcelato desiderio, Dalia aveva scandito sul calendario lo scorrere del tempo, cerchiando con un piccolo pennarello rosso ogni giorno lasciato alle spalle. E ora, che finalmente il momento era giunto, sarebbe stata davvero all'altezza? Il dubbio l'assalì e sentì l'anima fremere al pensiero di ciò che l'aspettava.Si rigirò un'ultima volta, pigramente, stirando le membra e faticando a credere che fosse infine giunta per davvero l'ora. Come le onde che si ritirano, defluendo dalle forme di una ninfa che esce dal mare, allo stesso modo e lenzuola scivolarono via lungo dalle sue curve sinuose di Dalia che si alzò dal letto.Un'impalpabile ...
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