1. Il tarlo


    Data: 06/11/2018, Categorie: Etero, Sensazioni, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Ancora una volta abbiamo discusso per fatti indipendenti dalla nostra volontàTi capisco: abbiamo programmato per bene tutto quanto: partenza il giorno X, ritorno il giorno Y. Mare, lo stesso posto dell’anno scorso perché ci siamo trovati bene e anche quest’anno ci saranno gli amici conosciuti 12 mesi fa. Lasciamo perdere che io avrei preferito cambiare e andare in Sicilia o Sardegna o all’estero. Niente da fare, ti sei impuntata. Nessun problema, anche la Toscana mi piace. Tua figlia è in vacanza col padre. Io e te soli, per svagarci e magari far svanire qualche piccolo dissapore avuto ultimamente e sempre per cose piccole.Magari. Arriva la mazzata. Problemi di lavoro e devo posticipare le mie ferie di una settimana.Non è colpa mia, lo sai bene che il lavoro che faccio può avere di questi imprevisti ma niente, ti arrabbi e mi rivolgi le accuse più fantasiose, assurde, poi taci e mi metti il broncio per tre giorni. Non mi sfugge un improvviso sorriso furbetto. Qualcosa ti è passato per la mente, qualcosa che penso non mi piacerebbe sapere. Da un po’ ho il sentore, il timore, che tu abbia un altro.Decidiamo così che tu andrai avanti da sola e io ti raggiungerò. E’ la soluzione più logica, la migliore, eppure ancora ho l’impressione che, se pur l’ho detto io per primo, tu abbia fatto apposta a farmelo fare, perché l’idea venisse da me.Maledetto sospetto, è un tarlo che quando ti entra in testa non ti abbandona e scava…… scava.Il giorno prima della partenza usciamo a cena. Faccio ... di tutto per farmi togliere il broncio, mi comporto come se dovessi conquistarti nuovamente, e forse è proprio così. Nulla di troppo elaborato: cenetta in un posticino intimo, mazzo di fiori, passeggiata sul Corso sottobraccio. Sembra avere successo.Andiamo a casa mia e sei appesa al mio braccio gaia come sempre ti vorrei. Appena entrati già ci scambiamo baci più profondi di quelli, rapidi e succosi, che ci siamo dati per strada, il tuo corpo aderisce al mio e ne sento il calore attraverso gli abiti leggeri.Andiamo in camera e ci spogliamo in silenzio, guardandoci. Per me è una delizia ogni volta vedere il tuo corpo svelarsi piano a piano, man mano che gli abiti cadono e scoprono la tua pelle. Conosco quel tuo sguardo, vuoi prendere tu in mano la situazione ed io ti lascio fare. Mi lascio spingere sul letto, ci cado sopra e mi abbandono e tu già sei sopra di me, la tua mano me lo impugna, lo scuote leggermente. Vi deponi sopra una pioggia di baci, lo tocchi languidamente con la lingua e ancora non vai oltre. Aspetti che io te lo chieda? E allora lo faccio:- Succhiami il pene –Che frase stupida che ho detto. Avrei potuto dire “succhiamelo”. Con tono imperativo o supplichevole, poco importa; o qualsiasi altra frase ma non questa così banale.Tu mi deridi:- Pene? Io non vedo peni qui intorno, solo un cazzo –Sì: pene, cazzo, membro, uccello, minchia, batacchio…. Il Belli ha usato molti più sinonimi nella sua poesia, a me è uscito: pene.- Non lo so come si succhia un pene, però so ...
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