1. Primo mese


    Data: 07/11/2018, Categorie: Gay / Bisex, Autore: Gaudeamus, Fonte: Annunci69

    Il racconto che tra breve leggerete è il seguito di "Enrico", anche questo datato 2007 e mai pubblicato altrove. Inizialmente il titolo che avevo scelto era "A cavallo delle moto", ma mi sembrava più giusto non dare risalto ai mezzi, ma al primo mese del meraviglioso rapporto tra Giovanni, meglio chiamato Johnny, e il suo compagno Enrico, un rapporto basato non tanto su meri oggetti materiali che i due si scambiano, ma sulla cura che l'uno ha dell'altro. Dopo quella notte, il rapporto di amicizia con Enrico si strinse sempre più. La famiglia di lui continuò i suoi sospetti, fino a quando, qualche giorno prima di Natale, lo buttò letteralmente fuori di casa. Il paese già iniziava a mormorare sulla nostra presunta omosessualità. Le voci arrivarono anche al parroco che ci fece un bel discorso che, a detta di entrambi, si poteva anche risparmiare. Così preferii desistere da ciò che in chiesa facevo fino a quel momento: il catechismo andò a farsi benedire, così pure la cura dei gruppi giovanili di Azione Cattolica. Continuai a cantare nel coro, che nel frattempo si era costituito in associazione e che pertanto non era sotto l’influsso ecclesiastico. A conti fatti, solo pochissime persone non ci guardarono più come un tempo. Tutti gli altri, forse perché ancora non convinti della nostra relazione o perché avevano una mentalità più aperta, continuarono a frequentarci e a invitarci a cene, serate, giocatine di carte, week-end sulla neve, ecc. Enrico trovò dimora temporanea nella ... mia villetta, un po’ troppo grande per me soltanto. E in quella villetta appena fuori il paese approfondimmo maggiormente la nostra amicizia e la nostra relazione. Gli svuotai una stanza adibita a magazzino; una bella stanza grande con due finestre e un terrazzino. Lui portò lì ogni cosa fosse stata di sua proprietà e se la arredò come meglio potesse fare. Aveva splendidi gusti in fatto di mobili: lo studio professionale in legno scuro, una libreria abbastanza grande, un letto ad una piazza e mezzo (comodo per tutti e due!), il computer, le lampade insomma, rese quella stanza una piccola suite. Si avvicinava il momento di Santo Domingo e io avevo ricevuto da un collega di città un’offerta abbastanza vantaggiosa per cedergli i miei biglietti.<!-- /1013617/Annunci_300x250 --> googletag.cmd.push(function() { googletag.display('div-gpt-ad-1493738170950-0'); }); Non sapevo cosa fare. Da quando Enrico era venuto a stare da me non avevamo più parlato di Santo Domingo. Ci vedevamo soltanto di sera quando lui rientrava dalla fabbrica e io chiudevo l’ufficio della SIM. A volte trovavo già la mia ex-Mercedes già posteggiata nel vialetto, a volte invece ero io a lasciare la mia nuova Jaguar e ad aspettare che lui rientrasse. Ogni sera, però, era sempre una festa nel rivederci, nel riabbracciarci, nel dirci tutto quello che avevamo fatto nella giornata e, soprattutto nel fare l’amore, ovunque ci capitasse di farlo in casa. Quella sera di cui vi parlo, fu una sera particolare. Festeggiavamo ...
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