1. Galeotta fu l'occupazione: conoscersi


    Data: 08/11/2018, Categorie: Gay / Bisex, Autore: Neversay, Fonte: Annunci69

    Ciao a tutti; Questo che segue è un racconto, basato su un'esperienza e su una storia vera, durata ben 3 anni. Non aspettatevi quindi che il sesso arrivi alla terza riga. Come succede molto spesso nei rapporti umani, infatti, il sesso, quello vero, è arrivato dopo mesi. Spero che vi piaccia, fatemi sapere! Probabilmente questa prima puntata sarà un po' noiosa, ma è per inquadrare le cose. Grazie! :) Lo guardavo dormire; era calmo, rilassato. Pensavo. Mentre frequentavo il secondo anno di liceo a Roma, come succede spesso in autunno, non mi ricordo di preciso per quale protesta o rivendicazione, iniziò la stagione delle Occupazioni. Tra i tanti licei occupati, ci fu il mio; Uno dei più grandi di Roma, con un grandissimo numero di studenti, che parteciparono in massa alle attività che si organizzarono via via tra le aule. Il numero delle persone che si fermavano la notte a dormire, però, era molto inferiore; Si sarà stati sulla trentina, al massimo, di cui una ventina dormivano nella grande palestra del piano terra. Fu allora che conobbi e vidi per la prima volta A.; Era più grande di me, frequentava infatti il quarto anno...ed era un alto ragazzo, di origini arabe, con due labbra carnose ma non eccessive ed un fisico niente male. Era un po' coatto, grezzo, eppure non stupido, con uno spirito rivoluzionario. Era uno dei "capi" dell'occupazione, insieme ad un'altra ragazza, che peraltro neanche studiava nella mia scuola e quindi non capiì mai cosa ci facesse di preciso lei.<!-- ... /1013617/Annunci_300x250 --> googletag.cmd.push(function() { googletag.display('div-gpt-ad-1493738170950-0'); }); Era nota come "la ragazza con il rossetto", perchè nella sua piccola statura spiccava un rossetto rosso fiamma, incredibilmente acceso. Una sera - venerdì, quindi gran parte dei ragazzi era andata fuori a cena - la ragazza con il rossetto mi si avvicinò e mi disse: "Ehi, tu, non ci siamo presentati. Io sono *****. Noi andiamo a cena qui dietro al centro commerciale, lascio la situazione in mano a te. Devi controllà il servizio d'ordine e assicurarti che non ci siano danni alle palestre, ok? Ciao tesoro". Tornarono, due ore dopo. Degli stupidi avevano piazzato i materassoni blu della palestra uno sull'altro, in modo da potersi lanciare dagli spalti, per 5-6 metri, e atterrare sul morbido. Entrò lui, per primo, e si lasciò cadere sul materassone più vicino. Iniziammo a parlare. Ricordo poco di quel dialogo: sono abbastanza certo che ci fossero anche altre persone, che dicevano cose, infatti mi ricordo di essere stato fondamentalmente zitto. Mi ricordo però, che ad un certo punto se ne uscì dicendo "Ah, io odio i froci. Se potessi daje foco lo farei eh". Mi alzai e me ne andai a dormire. Quella notte sentiì qualcuno ansimare. Era lui, con la ragazza con il rossetto. Stavano scopando lì, per terra, con almeno altre 15 persone che dormivano. Lei gemeva come una cagna in calore, e si sentiva lo sbattere del cazzo nella vagina. C'era penombra, perchè nelle scuole neanche ...
«123»