1. La sua proposta indecente (capitolo 2)


    Data: 08/11/2018, Categorie: etero, Autore: tigrottina, Fonte: EroticiRacconti

    maestro», chiesi a Maurice. «Ascolta Sara», mi rispose lui, «Vorrei farti allenare ancora un po’ nel dritto, mi sembri indietro rispetto agli altri. Dato che ho del tempo libero, ti andrebbe di fermarti una mezz’oretta?». D’istinto, guardai Laurent per valutare se avesse qualcosa da obiettare in merito. Lui fece un gesto d’assenso con la testa, allora io diedi conferma a Maurice. «Ti ringrazio della tua premura», gli dissi con un largo sorriso, «Accetto con piacere la tua offerta!». Mentre il campo si era, nel frattempo, completamente svuotato, io e Maurice tornammo sulla terra battuta, e Laurent ad accomodarsi su una delle panchine circostanti le linee di gesso. Maurice cominciò, con aria professionale, a spiegarmi nuovamente come impugnare la racchetta, a farmi notare in cosa sbagliavo nel farlo e come migliorare. Dopo la teoria, passò alla pratica. Mentre Laurent giochicchiava con il suo smartphone, Maurice si portò alle mie spalle, molto vicino a me. Con una mano mi cinse la vita e con l’altra afferrò il mio polso, mentre stringevo il manico della racchetta. Sentivo il suo alito quasi accarezzarmi il collo mentre mi spiegava di tenere il polso morbido, lasciare che la racchetta quasi scivolasse all’indietro intanto che attendevo l’arrivo della palla. Tutto questo con un tono di voce talmente suadente che, più che una lezione di tennis, sembrava mi stesse sussurrando una poesia. Io sentivo il viso in fiamme per l’imbarazzo in quei momenti, mentre Laurent neppure alzava ... lo sguardo dallo schermo del suo maledetto telefono. Restai per un attimo di troppo impietrita tra le braccia di Maurice, incerta sul da farsi. La sua mano, dalla mia vita corse verso il mio addome, accarezzandomi il pancino da sopra al top ginnico che indossavo, e il suo corpo aderì maggiormente al mio. Attraverso la sottile stoffa dei suoi pantaloncini e del mio gonnellino, potevo chiaramente percepire il suo membro quasi completamente eretto premere contro i miei glutei. Sospirai. In fondo, Maurice era un bel ragazzo, aveva un fisico prestante come piace a me, e dalle confidenze che Laurent mi fece quella sera a casa mia, ormai oltre due settimane prima, non avevamo più avuto contatti intimi, quindi il mio corpo iniziava a bramare quel tipo di attenzioni che il mio uomo mi stava facendo mancare. Voltai appena il mio viso verso Maurice. «Non ti sembra di esagerare?», dissi con un filo di voce. «Perché, ti dispiace?», mi rispose in tono deciso, tenendo i suoi occhi fissi nei miei e attirandomi ancor più verso di lui. «Non tradirei mai Laurent, lo sai. Io lo amo. E, se si accorge di quello che stai facendo…». Maurice lanciò uno sguardo sprezzante in direzione del mio ragazzo, ancora preso a smanettare col cellulare. «Accorgersene? Ma guardalo, potrei scoparti al centro del campo e non ci degnerebbe di uno sguardo». Mi sorprese la sua improvvisa volgarità. Ma, in fondo, non ce l’avevo con Maurice in quel momento. Piuttosto, mi assalì una rabbia incontenibile nei confronti di ...