1. Nelle sue mani - 3


    Data: 04/12/2018, Categorie: Dominazione, Gay / Bisex, Sensazioni, Altro, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    I muscoli delle gambe mi tremano, ma dopo un paio di tentativi riesco ad alzarmi in piedi. Lo specchio di fronte a me riflette uno spettacolo a dir poco rivoltante. Ho la faccia sporca di merda. Ce l’ho spalmata sulle guance, sul naso e sulle labbra. Non è molta ma non è questo il punto. La mia dignità è scomparsa, incenerita a forza di scorregge da colui che fino a pochi giorni fa chiamavo cugino, adesso chiamo padrone. Devo smetterla di considerarmi un uomo, è una parte che non posso reggere. Vincenzo ha smesso da un pezzo, ormai, e temo abbia fatto bene perché, a giudicare dal quello che vedo, non c’è più niente di umano in me. Niente.Lentamente, m’infilo nella doccia ed apro l’acqua. Ho gli occhi chiusi e le immagini che mi passano davanti sono sempre le stesse: il suo viso, la sua risata, il suo corpo… il suo culo. Dio quanto lo amo, vorrei vivere col muso tra le sue chiappe, ad annusarlo. Ogni mio pensiero è votato a lui mentre l’acqua mi scorre addosso, portando via il suo odore dalla mia pelle. Ma non c’è acqua né sapone che possano lavare via il potere assoluto e devastante che ha su di me e che mi ha ormai impiantato sotto pelle. Lui… il mio padrone… il mio bel padrone.Finisco di fretta ed esco ad asciugarmi, non voglio farlo arrabbiare. Ad un tratto sento un vociare confuso arrivare dall’altra stanza. Non riesco a capire bene cosa dicano, riesco solo a cogliere un qualcosa che suona come:“Vincenzo, vado in bagno…”“Cazzo!” penso nel panico. Sono ancora mezzo ... bagnato e nudo come un verme ma apro di corsa la porta e mi fiondo verso la prima camera che trovo. Il cuore mi batte all’impazzata mentre sento dei passi lungo il corridoio e una porta che si chiude. Chiunque sia è entrato nel cesso. Sono in apnea e, poco a poco, mi rilasso. A chi appartiene quella voce, non l’ho sentita abbastanza bene da riconoscerla.Mi guardo intorno. Mi accorgo di essere in camera di Vincenzo, la grande stanza dove, poco prima, il mio padrone si è schiacciato la sua ragazza mentre si faceva leccare i piedi da me. Su una parete c’è un poster di Belén seminuda con la faccia a bocchinara. Che devo fare? Sono confuso. Dov’è il mio padrone? Per assurdo, sento di aver bisogno di lui in questo momento, ma non m’azzardo ad uscire da lì, potrebbero vedermi. Mi siedo sul suo letto, indeciso sul da farsi e, come mi leggesse nel pensiero, d’un tratto entra nella stanza. Indossa un paio di shorts e una maglietta senza maniche. Che potere che emana. E’ solo un biondino di vent’anni ma, ai miei poveri occhi ormai plagiati, è davvero possente. Ha un sorrisetto pericoloso negli occhi.“Giù dal mio letto, cane di merda! Chi te l’ha detto che puoi starci?!” mi dice a metà tra l’arrabbiato e il divertito. Io mi getto subito a quattro zampe sul pavimento.“Scusami padrone! Mi dispiace!” lui ridacchia mentre alza un piede e me lo poggia sulla testa. Comincia a spingere e mi schiaccia la faccia a contrasto con le piastrelle di graniglia. Mi guarda dall’alto e sogghigna mentre l’odore ...
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