1. Io e la mia ragazza, la nostra prima volta e una telefonata


    Data: 04/12/2018, Categorie: Incesti, Orge, Saffico, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Mi chiamo Marco e ho 23 anni. Sono un ragazzo alto, sul metro e ottanta. Ho un bel fisico e un bel viso, capelli scuri corti ma molto folti e due occhi verdi che fanno girare le ragazze per strada. In quel periodo avevo cominciato ad uscire con una ragazza della mia età di nome Anna, molto carina e abbastanza timida. Una bella bambolina di un metro e sessanta, capelli color miele che le si adagiavano in morbide onde sulle spalle e intriganti occhi nocciola. Un bel fisico asciutto con una terza soda di seno e un bel culetto, su cui tanto avevo fantasticato. Erano tre mesi che uscivamo e ancora non ero riuscito ad andare oltre a dei baci perché lei si era dimostrata sempre molto remissiva. Una sera andammo a cena in un bel ristorante e notai subito che c’era qualcosa di diverso. Si era vestita in modo abbastanza eccitante rispetto al solito. Aveva una magliettina viola chiaro che, con una bella scollatura a v, le metteva in mostra il bel seno e lasciava intravedere il reggiseno di pizzo di una tonalità più chiara. Sotto aveva una gonnellina nera morbida molto corta che le dava un’aria ingenua da ragazzina e per finire un paio di sandali alti aperti, decorati con dei fiori. Per tutta la cena non riuscii a staccarle gli occhi dalla scollatura e lei pur accorgendosene mi sorrideva. Dopo la cena decisi che era arrivato il momento di fare un bel passo avanti nella nostra relazione e la invitai a casa mia per un caffè. Lei mi disse di si e io passai tutto il tragitto in auto ad ... immaginarmela nuda. Arrivati a casa mi diede appena il tempo di richiudermi la porta alle spalle, che cominciò a baciarmi in maniera passionale. Ero molto sorpreso ma non potevo di certo perdere un’occasione del genere. Cominciai a toccarla piano per farla abituare e lei cominciò a emettere piccoli gemiti che mi fecero eccitare ancora di più. Piano le tolsi la maglietta e la gonna, in modo che lei rimase in biancheria intima violetta, le stava davvero bene, il reggiseno così chiaro era perfetto per la sua pelle e a vederla così mi venne voglia di cospargerla di panna e di leccarla tutta. Andammo nella mia stanza e la feci sdraiare sul mio letto matrimoniale. Molto lentamente le tolsi il reggiseno, liberando le sue bellissime tette, a contatto con l’aria fredda della stanza i suoi capezzoli si inturgidirono subito e non potei fare a meno di iniziare a baciarli. La sua risposta mi accese, gemeva piano per la vergogna ma allo stesso tempo inarcava il bacino per spingersi verso la mia bocca. Le misi una mano nelle mutandine e la trovai squisitamente bagnata. Gliele tolsi e cominciai a leccarla per bene, aveva un sapore e un profumo dolcissimo, sarei stato lì a leccarla per ore. Quando smisi per guardarla negli occhi aveva un’espressione di puro desiderio allora mi tolsi la maglietta e i pantaloni, rimanendo in boxer che non nascondevano minimamente la mia imperante eccitazione. Le con una mano cominciò a toccarmi dove ero più sensibile e sentendo il mio calore e i gemiti che a stento ...
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