1. Non hai mai smesso di farmi stare bene


    Data: 05/12/2018, Categorie: Gay / Bisex, Autore: alexwriters, Fonte: Annunci69

    Ci siamo incontrati quando ero ancora un giovane.... di belle speranze? Direi proprio di no! Più che altro un giovane bizzoso ed idealista. Coi mei 22 anni credevo nella lotta, non che oggi non ci creda più ma sono più realista, non mancavo a una sola manifestazione, scendevo in strada, urlavo slogan, gridavo la mia indignazione. Galeotta fu l'ennesima manifestazione universitaria, non ricordo neanche più per cosa mi battevo, mi ricordo però la paura, i fumogeni, gli infiltrati con felpe e cappucci neri, le sbarre di ferro, i bastoni, la violenza. Gli insulti e le provocazioni e alla fine la carica della polizia. Avevo cercato di defilarmi, di scappare dal caos, dall'insensatezza della rabbia gratuita e mi ero nascosto in un vicolo, dietro un cassonetto. Lì mi hai trovato! Che ansia, anche a ripensarci oggi. La tua figura si stagliava in controluce, alta, tenebrosa...... e possente. Non sei mai stato piccolo! Riconoscevo solo lo scintillio del casco e le manette alla cintura. Ti sei accucciato al mio fianco, ti sei tolto l'elmetto e i tuoi occhi blu mi hanno travolto, non avevo mai visto uno sguardo così fermo e gentile allo stesso tempo. Vedevo l'uniforme tirare sui pettorali, i bicipiti gonfi e le cosce sode avvolte strettamente nei pantaloni. Se il tuo sguardo non fosse stato così sereno avrei avuto paura, eri tu invece ad aver paura. Per me. Pensavi fossi ferito, mi hai chiesto come stavo, se ero in grado di alzarmi. Ancora oggi dici che fu il mio sguardo da cucciolo ... smarrito, i mei occhi nocciola riversi su di te come cioccolato fuso, a farti soccombere e decidere di tenermi. E mi hai tenuto, ancora oggi dopo 15 anni, dopo litigi e riappacificazioni appassionate, il collare che porto mi identifica come tuo. Mi hai aiutato a rialzarmi, hai chiuso un occhio e non mi hai portato in centrale, hai voluto tutti i miei dati però. Il giorno dopo ti ho trovato ad attendermi a fine lezione, nessuna privacy davanti un distintivo. Mi hai detto che poiché non ero fra gli arrestati né i segnalati non potevi convocarmi ma speravi nella mia collaborazione. Davanti a un caffè ho risposto a tutte le tue domande, ubbidiente, riconoscendo la forza, l'autorità che emanavi. Ho anche fatto il moccioso, come dici tu, a volte, quando ti faccio pesare la differenza d'età (14 anni, sei un vecchietto), toccandoti e allontanandomi, parlandoti a distanza di respiro e poi stravaccandomi sulla sedia, lontano dalle tue mani. Ho provato a condurre il gioco ma eri tu che mi davi corda, corda con cui io stesso stringevo i nodi che mi avrebbero intrappolato. Finito l'aperitivo, mi hai preso il braccio, mi hai fatto alzare e con la calma e l'autorità di chi è nel giusto mi hi chiesto se sapevo di essere tuo. Ho riso, ho tremato, ho provato a svincolarmi, senza convinzione, ho alzato lo sguardo, l'ho riabbassato e con voce soffocata ho detto sì. E' cominciata così fra noi, pochi sguardi e la sensazione di aver trovato la persona a cui appartenere. Mi hai portato a casa tua, ...
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