1. Il fotografo


    Data: 06/12/2018, Categorie: Prime esperienze, Autore: Bisset, Fonte: Annunci69

    L'idea di incontrarci nacque per discutere di una seduta fotografica che gli avevo promesso. Non che io sia un professionista, ma trattandosi di foto di un certo tipo, si sarebbe potuto accontentare... Voleva fare una serie di scatti durante un incontro col suo amante. La cosa era cominciata con un intenso scambio di mail, ed era proseguita, sempre virtualmente, inseguendo le fantasie più o meno erotiche dell'uno e dell'altro. Io avevo già all'epoca una buona macchina fotografica e un minimo di esperienza, ma lui volle fare comunque un incontro preliminare per conoscermi e stabilire alcune regole dell'incontro, durante il quale io mi sarei trovato dietro all'obbiettivo, e anche per farmi capire cosa si aspettava di fermare nelle immagini. Inoltre, se lo avessi desiderato, avrei potuto entrare nella scena e partecipare più o meno attivamente, o passivamente, valutando ed assecondando i miei limiti sul momento. La mia esperienza con altri uomini era stata, fino a quel momento, pressoché inesistente, ma qualcosa frullava nella mia testa. In ogni caso, in chat avevamo parlato a lungo, e lui sapeva bene delle mie fantasie. Così, per il primo incontro, decisi di rischiare e mettermi qualcosa di provocante, giusto per vedere che effetto avrei ottenuto. Avevamo deciso di incontrarci in un tratto di strada chiusa al traffico, dove entrambi sapevamo che non saremmo stati disturbati. Scesi dalla macchina e mi avviai verso la sua. La luce dei fari colpí le mie gambe, avvolte da un paio ... di autoreggenti nere. Avevo un vestitino grigio che a malapena copriva il tanga rosso che avevo sotto.<!-- /1013617/Annunci_300x250 --> googletag.cmd.push(function() { googletag.display('div-gpt-ad-1493738170950-0'); }); Una folata d'aria gelida mi salí fino alle natiche, insieme a un brivido di vergogna per come ero vestito e per quello che stavo facendo. Era inverno pieno, faceva molto freddo e io non ero abituato ad uscire in quel modo. Appena mi vide esclamò: "Ciao! Ma tu saresti...? Che gran culetto che ha questo mio fotografo...". Questa volta avevo proprio esagerato... Per un attimo pensai che avrebbe messo in moto e sarebbe partito con una sgommata, in fuga da un maniaco pazzoide. Invece, mi fece salire e fu con me molto cordiale. «Ciao, io sono Marco». «Piacere, Federico». «Che ne dici se prima di parlare delle foto ci scaldiamo un po'? Ho come l'impressione che tu mi voglia dire qualcosa...». La sua risata fu fragorosa, ma capii subito che non vi era nessun intento di mettermi in difficoltà e, cosa ancora più importante, era chiaro che la volgarità non gli apparteneva. Nella sua macchina si stava bene: uno di questi suv, piuttosto largo e confortevole, con i sedili in pelle, anch'essi di un colore scuro che non seppi decifrare. Ma soprattutto, era molto caldo. Un tepore così confortevole che in breve fui travolto dal desiderio di assecondare egoisticamente i miei sensi ed entrare in contatto fisico, per la prima volta, con il corpo di un maschio. Alla fine, anche se ...
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