1. La gatta sul letto


    Data: 28/12/2018, Categorie: Autoerotismo Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Quella fu l'ultima che lo vide; di schiena. Sperava che lui sbattesse la porta, ma il suo accostarla, forse anche più lievemente di quello che intendesse fare, le risultò stranamente ancora più assordante. In tutto il tempo del suo sproloquio lei non si era mai mossa e solo gli occhi, che si sgranavano a ogni parola, tradivano le emozioni che le si agitavano dentro.Ma ora c'era solo il suono del silenzio dentro di lei. Poteva percepire il senso di sfida che soffiava fuori ad ogni respiro, ma il suo dolore non riusciva neanche lontanamente a lenire la sua fierezza, selvaggia, felina. Continuava a fissare la porta, imperterrita, come se potesse ordinarle di riportarle indietro il suono dei suoi passi. Ma ovviamente tutto ciò che ottenne fu solo che la luce nella stanza si affievolì gradualmente nello scorrere del tempo nel tramonto che sopraggiungeva. Non aveva ancora mosso un solo muscolo, in un' immobilità che non era più sofferente, ma rabbiosa; quando finalmente si abbandonò con la schiena sul letto Percepì il fresco del lenzuola attraverso il tessuto leggero della lingerie che aveva indossato apposta per lui. E questo pensiero le fece divampare ancora di più la rabbia. Ma il furore stranamente ebbe il potere di acuire la sua lucidità e di permetterle di seguire il flusso della sua mente, a riesaminare tutti gli eventi che l'avevano condotta fino a quel punto. Con lo sguardo fisso al soffitto, come su un enorme schermo di certi cinema all'aperto, rivedeva tutti i suoi ...
     tentativi di riaggiustare un rapporto che, ora ne era convinta, era già nato logoro. E questo era stato l'ultima occasione di una lunga lista di possibilità che lei aveva deciso di dargli; e lui era riuscito, per l'ennesima volta, a rigirare la verità trasformandola in una tiepida parodia di una realtà distorta e anzi, aveva quasi schernito il suo voler regalare a entrambi un pomeriggio da passare senza mai alzarsi dal letto, accusandola di pensare che "una scopata" potesse risolvere i loro problemi. E a quel punto lei aveva mollato; era rimasta in un silenzio attonito, ferito. E aveva capito: che si fottesse lui e la sua insicurezza travestita da machismo. Lei non aveva bisogno di lui, di una persona che non si rendeva nemmeno conto di cosa volesse dire averla accanto, con la sua spensieratezza, allegria, sensualità, passionalità. E mentre i pensieri scorrevano con una velocità innaturale che sembrava quasi dilatare il tempo dei suoi respiri , la consapevolezza che il suo dolore non dipendesse dalla sua assenza, ma dal tempo che lei aveva perso a cercare la sua presenza, la travolse. E timidamente il primo sorriso sincero di quel periodo le esplose sul viso. E si trasformó in risata quando pensó che probabilmente quel sorriso dovesse assomigliare più a un ghigno che a un vero e proprio sorriso. Ormai la stanza era piombata in una penombra scura, ma i suoi occhi riuscivano comunque a intuire le forme degli oggetti consueti accanto a lei. Per un attimo si immaginó in versione ...
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