1. la scommessa: nascita di Marika


    Data: 02/01/2019, Categorie: Gay / Bisex, Trans, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Avevo sedici anni, in piena adolescenza. Gli ormoni spingevano, sentivo esplosioni dentro di me, a cui non sapevo dare nome. Sin da bambino portavo con me una grande fame per gli altri, rimasta quasi sempre insoddisfatta, il corpo chiedeva donne e uomini, ma il buon costume e la vergogna mi spingevano verso le prime, lasciando un mondo oscuro crescere dentro me. Le fantasie e il desiderio per entrambi mi accompagnavano da sempre nella vita mondana di tutti i giorni.Da un anno o poco più avevo preso a frequentare dei ragazzi di periferia, pittoresca zona di Torino famosa per la legge del più forte, il rispetto e le gerarchie venivano esercitate con la violenza o con teatrini fatti di battute e atteggiamenti da “Uomo”. Io, che venivo dal centro di Torino naif fatta di Gallerie d'arte e aperitivi, guardavo con fascino questi individui rudi e ruvidi, dalla battuta facile e dal fisico scolpito e adulto. Dall'altro canto il mio corpo era glabro e senza forza, con una femminilità e una fragilità nascosta dietro una maschera di esagerata mascolinità, fatta di pantaloni larghi e magliette inquietanti, per non parlare della musica Rap, che parlava di strada, di rispetto, omo-fobica per natura.Passavamo i week end a bere e a fumare hashish, per quest'ultimo spendevo ogni euro dei pochi che i miei genitori mi concedevano settimanalmente. Avevo imparato da Jack, Curl, Nene e Alberto a girare le canne, e a loro che devo ringraziare per i miei primi after in giro per Torino, anche se ... spesso finivamo a casa mia, fusi persi a cazzeggiare, a farci viaggi strani o a fare discorsi esistenziali, che a quel tempo sembrava fossero di importanza capitale.Una sera di gennaio faceva molto freddo, siccome abitavo da poco tempo da solo con mia sorella, io e Curl ci trovammo come spesso accadeva, a casa mia a bere una bottiglia di vino presa dalla riserva di mio padre. Un po' ebbri e con i sensi allentati, discutevamo del più e del meno...“minchia, da quando Monica non ce sta più ciò le palle talmente piene che rotolano, mi ci potrei appoggiare sopra la birra tanto sono grosse!” inveiva Curl.“ma trovatene un'altra , lascia stare quella ragazzina, ti ha creato solo problemi! Dovevi fare i salti mortali per scopartela ogni volta..” dissi d'impeto.Avevamo finito tutto l'hashish comprato al pomeriggio con i miei soldi, ci rimanevano solo sigarette e il vino, per cui eravamo un po' frustrati. Seduti sul mio letto con il posacenere in comune, a lamentarci della vita e della mancanza di donne.“eeeeh ma non ciò nessuna di 'sti tempi, mi farei anche i muri fosse per me! Oh cuscè, fai un altro papallo dai... o scopo o fumo!”voleva che facessi un'altra canna, ma era tutto finito, sapevo benissimo che teneva in tasca “mezzetto” da vendere in piazza nella sua zona. Si teneva ben lontano dall'offrirlo ovviamente, i soldi che poteva guadagnarci erano più importanti di una serata con gli amici. A quell'età era naturale pensare per sé, sopratutto per chi veniva dalla periferia. Per me ...
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