1. Mai fare debiti col poker


    Data: 03/01/2019, Categorie: Etero, Trio, Cuckold, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    A nessuno piaceva perdere, tantomeno a lui, e soprattutto nel suo gioco preferito. Kekko pensava di essere un grande giocatore di poker. Per lui non faceva differenza, Texana, Poker a cinque carte, telesina, basta che vedeva i quattro semi lui giocava, e vinceva. Aveva iniziato col giocare con gli amici di scuola quasi 15 anni fa. Organizzava partitine a casa dei suoi genitori, o di qualche amico. Ed indiscussamente era il più forte. Bleffava, rischiava, giocava bene e vinceva sempre. Tra ragazzi le somme erano esigue, ma a quei tempi erano come oro. Col passare del tempo e col finire della scuola le partite, i giocatori e soprattutto le somme giocate cambiarono. Iniziò con i colleghi per poi imbattersi in gruppi di amici dove lui non conosceva nessuno, fino a giocare con perfetti sconosciuti. Giocava sia in tornei più o meno legali, che in quelle bische dove l’unica cosa di onesto che c’era, era il panno verde su un tavolo mal ridotto. Nei primi tempi le cose andarono bene, giocava sporadicamente una volta a settimana, per poi intensificare e sedersi al tavolo quasi tutte le sere. Vinceva spesso, e tanto. Addirittura era arrivato a vincere cifre come quattro, cinque mila euro in una sera. La sua bravura con il tempo e l’esperienza era migliorata allo stesso modo della sua spavalderia. Già chi vince spesso non è visto bene dagl’altri, figuriamoci chi vince e provoca. Se non hai i soldi puoi venire da me… Se non hai i soldi puoi giocarti l’orologio… se non hai i soldi, tu ... hai una bella macchina… se non hai i soldi che ti siedi a fare… se non hai i soldi puoi far pagare in natura a qualche tua bella amica… se non hai i soldi fai venire tua moglie a casa mia la do a mangiare io… Queste erano solo alcune delle provocazioni che Kekko avanzava agl’altri quando lui vinceva. E man mano passava il tempo, ormai conosceva tutti, le provocazioni e le offese diventavano sempre più pesanti. Poi iniziò il periodo del barcollamento. Le vincite erano sporadiche ed i soldi a malapena coprivano i debiti che di volta in volta faceva. Iniziò a chiedere ai giocatori, implorandoli di fargli credito per poter continuare a giocare promettendo di riuscire a pagare i debiti che aveva, ed addirittura prometteva dei regali per scusarsi dell’attesa. Il tempo passava ed il grande Kekko non vinceva più. Il debito aumentava, così lui ebbe la brillante idea di assentarsi per un po' dal gioco. Questo non andò a genio ai suoi creditori, che un bel giorno decisero di andare sotto casa per vedere di beccarlo e costringerlo a pagare. Dopo qualche giorno di appostamenti videro sempre la stessa donna uscire dalla casa, Valentina, la moglie. Ma di lui non si aveva traccia. Fino a che un bel giorno fece per rientrare e si ritrovo due dei tanti che giocavano con lui sotto casa. Lui fece finta di niente, come state… da quanto tempo… sapete il lavoro mi sta trattenendo… Non facendosi abbindolare dalle sue chiacchiere e mostrandogli una pistola sotto il giubbino gli imposero di ritornare a ...
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