1. Ricordo di un'estate


    Data: 06/01/2019, Categorie: Etero, Autoerotismo, Sensazioni, Lirica, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Ricordo di un'estatePurtroppo il tempo passa per tutti e anche io sono arrivata a oltrepassare il quarto di secolo. Vivo e lavoro in una grande città e sono fidanzata piuttosto seriamente da anni. Ho avuto solo due partner in vita mia ma nessuno ha mai potuto possedere completamente le mie fantasie: il mio forse eccessivo pudore mi ha impedito di scoprirmi completamente dinanzi ad altri. Forse ci sarà tempo e voglia di farlo, o forse no.Ad esempio, a nessuno ho mai confessato quanto fossi narcisista sessualmente. Spesso mi bastava spogliarmi e ammirare il mio riflesso allo specchio per sconvolgermi e, sebbene ami il mio fidanzato, ci sono state occasioni in cui l'orgasmo finale giungeva ad esplodermi in grembo solo osservando le mie gambe tese al cui termine due piedi piccoli e affusolati si distendevano quale ornamento puntiforme del mio corpo che allora veniva posseduto. In altre occasioni mi ricordavo di alcuni piaceri solitari che mi ero concessa in passato. Non ho mai ecceduto con l'autoerotismo, lo centellinavo badando più alla qualità che alla quantità, fatta eccezione per giorni particolari, ma, specie d'estate, vi sono state occasioni in cui non ne potevo fare a meno. In particolare durante un'estate magica, quella irripetibile, quella dei 20 anni.Per riposarmi dagli esami universitari avevo deciso di andare in villeggiatura per un paio di settimane in un paesino di montagna dove risiedevano i miei zii, i quali avevano un figlio unico più piccolo di me, di nome ... Gabriele, un diciottenne che non potrei definire di bellezza abbagliante, ma in cui gli accenni di sviluppo mascolino stavano conferendo una sensualità soffusa, ma non indifferente.Mentre a molti la campagna e la montagna, l'assenza di locali notturni nelle immediate vicinanze, di quel che si può definire con la locuzione "casino", avrebbero potuto suggerire un soggiorno noioso, per una ragazza tranquilla come me quello era il paradiso. Mi beavo di respirare quell'aria fresca, di camminare a piedi nudi sulle piastrelle del grande balcone o sull'erba, di cullarmi dolcemente al sole mai troppo caldo mentre ero mollemente sdraiata sul dondolo a leggere i miei libri preferiti o a scambiarmi messaggi con le mie amiche facendomi raccontare le loro vacanze. Rispondevo anche con leziosa malizia a vari maschietti che mi ronzavano attorno, attratti dalla grazia del mio corpo ormai pienamente sviluppato e dalla magnificenza del mio viso che tutti consideravano "ancora da bambina" con occhi grandi e innocenti, contorni regolari e labbra a cuore. Non portavo un filo di trucco, ma non credo di essere mai stata così avvenente come quell'estate. Quando mi cambiavo gli abiti per indossare semplici shorts di jeans o un gonnellino abbinati ad una t-shirt o una camicetta, a volte anche un abito estivo al ginocchio, mi eccitavo al riflesso del mio corpo. Avrei voluto essere un uomo per possedermi con estrema passione. Non l'ho mai detto a nessuno, ma non era raro che, così nuda, mi baciassi allo ...
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