1. The pleaser 2


    Data: 08/01/2019, Categorie: Gay / Bisex, Autore: john_galt, Fonte: Annunci69

    Me ne stavo lì, lato passeggero, a fissare la strada. Il sapore alcalino dello sperma ancora in bocca, l'odore di cazzo nelle narici, la faccia appiccicosa per il sudore e la saliva, ripassavo con la mente quell'esperienza incredibile, ero eccitatissimo. Massimo ruppe il silenzio "Non lo dico a nessuno, sai se è quello che ti preoccupa..." "Lo so, non sono preoccupato... Ti è piaciuto?" "Sei stato bravo", mi accarezzò la testa, con un mezzo sorriso, quasi scherzando. Gli afferrai la mano e mi misi a baciarla sul palmo, quindi il pollice, che presi a succhiare. Completamente perso, sottomesso, lo guardavo con gli occhi socchiusi. "Sei una troietta sai? Anzi peggio, manco una ragazzetta è così persa di cazzo, tu proprio muori di cazzo" Era la prima volta che qualcuno mi chiamava così o si rivolgeva a me in quel modo, una cosa che non fece altro che eccitarmi ancora di più. Risposi gemendo, come una troietta; lui tolse la mano per scalare di marcia, eravamo arrivati. Alla festa passai il tempo a chiacchierare e a bere, Massimo da parte sua era come se mi evitasse. Speravo in una ripetizione, in un secondo giro di giostra, avevo fame ed ero distratto. Parlavo con la gente mentre in testa avevo l'immagine di me inginocchiato in mezzo alla strada: come una ripresa filmica, mi vedevo dall'esterno sovrastato dall'imponenza di Massimo e il suo cazzo bellissimo che mi passavo adorante su tutta la faccia. Decisi che non c'era niente per me a quella festa, che avevo bisogno di tornare ... a casa e scaricare tutta l'eccitazione, la tensione accumulata. Trovai un passaggio, salutai un po' di gente, feci un cenno a Massimo che mi rispose da lontano mimando il telefono. "Speriamo" pensai, e me ne andai. Arrivato a casa, finalmente mi ritrovai da solo.<!-- /1013617/Annunci_300x250 --> googletag.cmd.push(function() { googletag.display('div-gpt-ad-1493738170950-0'); }); Cominciai a processare quello che era successo, le sensazioni provate, le emozioni. Finalmente mi masturbai. Steso sul materasso, dopo che ero venuto, fu un bagno di realtà: come un tremendo down dopo la forte eccitazione, provai disagio, vergogna per quello che avevo fatto. Mi sentivo confuso, debole, insicuro, patetico. Restai chiuso in casa per tutto il giorno successivo, al capo dissi che ero malato. Ero un bel ragazzo, virile, vincente, perlomeno volevo vedermi così, uno che non sbava sui cazzi. Passò un giorno e scrissi a Massimo, volevo parlargli, mettere una pezza o una giustificazione, chiedergli di dimenticare. Mi accolse a casa sua la sera stessa. Era in tuta, forse aveva fatto palestra, era proprio un bel ragazzo pensai e me ne vergognai subito. Si sedette sul divano, io me stavo in piedi di fronte a lui "Allora dimmi, di cosa volevi parlarmi?" Ero imbarazzato e cominciai a balbettare "È stato un errore... Abbiamo bevuto tanto... Dimentichiamo 'sta cosa..." "Dimentichiamo cosa?" mi interruppe "dimentichiamo che ti sono venuto in bocca e mi hai pure ringraziato?" "No aspè, ho capito..." ...
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