1. In viaggio a palermo


    Data: 11/01/2019, Categorie: Gay / Bisex, Autore: Foro_Romano, Fonte: Annunci69

    Avevo da poco iniziato il mio nuovo lavoro e, dopo appena due mesi, mi dettero l'incarico di fare un giro per conto della mia azienda per andare da alcuni clienti in Sicilia. La mia macchina era vecchia e non avrebbe retto un viaggio così lungo, sicché ne acquistai una nuova facendo pressione sul concessionario perché mi venisse data per tempo. Ci furono, come previsto, degli imprevisti ma ottenni la macchina appena il giorno prima della partenza. "Cara mia" le dissi "dovrai affrontare una dura prova di resistenza. Vedremo se sarai all'altezza" e lo fu alla grande. Gran bella macchina è stata quella! Fino alla fine dei suoi giorni. Ma non è per lei che scrivo questo racconto ma per voi, cari lettori, per farvi forse... beh... per farvi un po' morire d'invidia perché questa storia è tutta vera. Quindi lasciamo stare la mia macchina. Affrontai il viaggio e, arrivato a Napoli, mi imbarcai sul traghetto per Palermo. Con l'auto, naturalmente.<!-- /1013617/Annunci_300x250 --> googletag.cmd.push(function() { googletag.display('div-gpt-ad-1493738170950-0'); }); Per la notte mi dettero una cabina per quattro. Avrei dovuto dividerla con altri tre sconosciuti, che pizza! Vabbé, per una notte. Non so se la cosa fu organizzata da quello che mi aveva fatto la prenotazione. Forse aveva capito qualcosa. Non sembra possibile che sia stato solo un caso, eppure fu così. Beh, tutti e quattro (e dico tutti e quattro) eravamo gay. Certo, non è che ce lo siamo detti in faccia appena ci siamo ... visti ma ho sgamato subito [Sgamato: termine romanesco per dire "scoperto"]. Oltre a me, c'era uno che non ha socializzato per niente e si è messo subito a letto. Un altro era un ragazzo americano biondo. Se dico boooono è riduttivo. Alto, muscoloso naturale, con un gran bel sorriso. Bisognava conquistarlo ma il quarto mi fece subito concorrenza. In due facevamo il possibile per renderci simpatici, per parlare in inglese meglio che potevamo (anche se lui aveva una buona infarinatura di italiano), per sapere i suoi programmi e raccontare i nostri (non certo l'idea di portarcelo subito a letto, naturalmente). Insomma si è accesa subito una competizione tra noi, fatta di sguardi e di silenzi ma evidente. Devo dire che dalla mia avevo il fatto che l'altro era abbastanza brutto mentre io... se permettete... me la cavavo piuttosto bene. L'americano, invece, non faceva capire nemmeno se era interessato. Allegro, simpatico, ma niente di più. Parlammo di tutto ma non di quello che interessava a noi due poveretti affamati del suo corpo. Dormimmo normalmente, ognuno nel suo giaciglio, e la mattina, prima dello sbarco riaprimmo la contesa. Nipote di emigranti, era in Italia per conoscere i suoi parenti siciliani. Era originario di un paese marinaro vicino a Palermo ed io, automunito, mi offrii subito di accompagnarcelo, tanto sarei dovuto andare, per lavoro, in un altro paese dei dintorni. Sarà stato questo particolare a farmi vincere la disfida o la mia beltà non sò. Al momento di sbarcare ...
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