1. In viaggio a palermo


    Data: 11/01/2019, Categorie: Gay / Bisex, Autore: Foro_Romano, Fonte: Annunci69

    lui mi consegnò il serto della vittoria e venne via con me. Immaginatevi lo sguardo del perdente! Sapete come sono i gay quando subiscono una disfatta: mi avrebbe staccato la testa immantinente. Fatto sta che lo accompagnai subito alla sua meta e io andai alla mia. Non prima però di esserci appartati con la macchina in una piazzola ed esserci scambiati effusioni... e non solo. Ci salutammo con la promessa di rivederci a Palermo due giorni dopo. Passai una notte da incubo ma non perché mi ero preso una cotta ma proprio perché non ho mai avuto peggior sistemazione alberghiera della mia vita. In quella cittadina, anche piuttosto grande, non esistevano alberghi né pensioni. Ed eravamo alla fine degli anni '70! L'unica soluzione (se così si può definire) fu una sedicente "pensione" gestita da una coppia di vecchi che più vecchi non si può. Non c'era bagno in camera ma in comune con altre tre camere (le uniche in tutto); non c'era un materasso ma solo un pagliericcio (proprio quelli ripieni di paglia!); le lenzuola era state lavate alla buona; in camera c'era ancora la brocca in ceramica dell'acqua con la bacinella (antiche e belle, però) per lavarsi la faccia. A migliorare il tutto c'era il fatto che affacciava sulla piazza della stazione dove, per tutta la notte, gruppi di ragazzi facevano gare coi loro motorini: unica distrazione che il paese offriva. Ma non voglio tediarvi con simili quisquiglie da commentare più in una relazione sulla situazione turistica dell'Italia. ... Comunque, dopo due giorni ci rivedemmo. Felicissimi perché finalmente potevamo dare sfogo alle nostre esigenze giovanili. Lui ancora di più perché aveva deciso di dimenticare i parenti italiani. Lo avevano accolto freddamente perché avevano paura che, dopo 70-80 anni, lui era andato li per chiedere la sua parte della barca di famiglia rimasta ai fratelli!!! Prendemmo una camera in un ex lussuoso albergo del centro e, devo dire, uscimmo ben poco dalla camera nei cinque-sei giorni che seguirono. Capitò che eravamo proprio nell'ombelico cittadino, alle "Quattro Fontane", quando arrivò la notizia della vittoria dell'Italia ai Mondiali di calcio. La gente, impazzita, urlava e correva dappertutto, accompagnata da clacson e musica a tutto volume. A lui piacque molto: era "tutto molto pittoresco". Io, in verità, puranche contento, mi preoccupai un po' per l'immagine che l'Italia che stava offrendo al turista: un carnevale pseudo-brasiliano. In compenso anch'io ci misi del mio e almeno gli confermai più che bene quell'altra l'idea che gli stranieri hanno del maschio latino. Mi spupazzai quel bellissimo ragazzo, sbattendomelo alla grande da mattina a sera, con nostra reciproca ed ampia soddisfazione. Scusatemi, ma non voglio entrare nei particolari piccanti. Questa volta vi risparmio la fatica della sega. Insomma, riuscii a fargli dimenticare la pochezza mentale di alcuni rami della sua famiglia e lui è riuscito a prenderne molto bene le distanze, visto che è diventato un famoso professore ...