1. Amore impossibile 2 - un altro punto di vista


    Data: 11/01/2019, Categorie: Gay / Bisex Autore: raccontastorie, Fonte: Annunci69

    Ecco il secondo episodio, al momento ancora niente di vagamente erotico o sessuale, se dovessi piacere, nei prossimi episodi ci sarà modo di esplorare la sfera sessuale dei protagonisti. --------------------------------------------------------------------------------------- Avete presente quelle notti in cui non si riesce a prendere sonno nemmeno se ci facessimo pagare a peso d'oro? Ecco questa è stata la notte che ha dovuto sopportare Roberto, continuamente dentro e fuori le coperte; sotto le coperte sudava mentre invece soffriva il freddo stando fuori dalle coperte. Nella sua testa milioni di dubbi, tantissime domande, ma soprattutto tanto timore per il passato. Come gli era passato per il cervello di dare il proprio numero di telefono ad un mezzo sconosciuto? Perchè l'aveva fatto? Eppure pensava di essere riuscito a dominare quel suo lato incompreso tanto tempo fa, come può risvegliarsi dopo così tanto tempo in cui era rimasto assopito? La mente, che macchina fantastica, la migliore, forse l'unica macchina del tempo esistente, ti permette di rivivere il passato; quella notte la mente di Roberto stava facendo gli straordinari, ripensò a come iniziò il proprio cammino nel mondo del calcio. Era poco più che un ragazzino di 11 anni quando aveva iniziato a sospettare che qualcosa in lui fosse diverso da tutti i suoi amici, non era attratto dalle ragazzine, o per meglio dire con loro si divertiva a chiacchierare, scherzare e giocare, ma nulla di più. Nessuna riusciva a ...
     suscitare un minimo interesse, al contrario aveva pochissimi amici maschi, con loro si instaurava sempre un rapporto di amicizia-conflitto. Appena riusciva a far amicizia, scattava una molla in lui, doveva per forza dimostrare di essere superiore al proprio amico, o per lo meno non inferiore; inoltre in lui sorgeva uno stato di attaccamento quasi morboso nei confronti di quell'amico, come se per lui non dovesse esistere nessun altro. Per questo gli amici dopo poco tempo iniziavano a sentirsi oppressi da questo suo lato così ossessivo. Il padre di Roberto era un brav'uomo, nessuno avrebbe mai potuto dire il contrario, si era accorto di questo rapporto complicato che il figlio aveva con gli altri ragazzini, dava la colpa al modo di essere del figlio, sempre troppo timido, ma allo stesso tempo non desiderava altro che essere sempre al centro dell'attenzione. Decise quindi, contro il volere del figlio di iscriverlo nella squadra giovanile del proprio paesino, dove allenava Salvatore, detto Tore, un suo amico di vecchia data. Quel pomeriggio subito dopo la scuola il padre di Roberto andò a prenderlo fuori l'istituto, per accompagnarlo a fare il primo allenamento. Roberto non ne aveva alcuna voglia, desiderava solo tornare a casa, riposare un pochino e poi fare i compiti. - Ciao papà - Ciao Robi dai sali che andiamo alzando gli occhi al cielo Roberto salì in macchina, chiudendo la portiera un po' troppo forte - Robè quante volte ti ho detto di non sbattere la portiera - hai ragione papà mi ...
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