1. Ciccio deve farsi una famiglia - 1


    Data: 11/01/2019, Categorie: Incesti, Autore: IlBaroneRosso, Fonte: Annunci69

    Da una mese l’appuntamento con la zia, al mercoledì sera, procedeva secondo un copione ormai consolidato. Ciccio si faceva trovare già in mutande, boxer per l’esattezza, le prime volte con la scusa del caldo estivo, ma poi senza nemmeno accampare un pretesto. Zia Maria arrivava con una camiciola lunga e solo le mutandine sotto. Si abbracciavano e baciavano già all’ingresso. Lui la toccava dappertutto, mentre si baciavano. Lei gli sfiorava i boxer, davanti, quasi a voler controllare che ci fosse e che fosse a posto. Ciccio le offriva da bere, giusto per rinfrescarsi la bocca. Lei beveva un sorso di coca, poi si spogliava e si metteva sul letto di Ciccio già in posizione, a pecorina, pronta per il clistere naturale, come lo chiamavano loro. Ciccio cominciava con le sue carezze, i suoi baci, i suoi complimenti per le belle tette sode, per il culo rotondo e altero di lei, i toccamenti e le palpate al seno, i pizzichini e i bacini ai capezzoli, gli schiaffetti prima appena accennati, poi sempre più robusti al sedere. Ma non sapeva resistere, le chiappe della zia erano troppo belle e mordicchiose per lasciarlo indifferente, e affondava dolcemente i suoi denti sulle rotondità di lei. Zia Maria lanciava gridolini misti, di lieve dolore e di forte piacere, ma intanto, con la mano sinistra, armeggiava nei boxer di Ciccio e glielo tirava fuori. - Dai, vieni qui sul lettino – gli diceva – mettiti qui, sotto di me, giusto per bagnarlo; un poco di saliva, così entra meglio. Lo sapevano ... che era una scusa, a zia Maria piaceva il sesso orale, le piaceva prenderlo in bocca, ma soprattutto si era accorta che la vera specialità di Ciccio era la lingua. Il pretesto di Ciccio, la prima volta, era stato che così, eccitando la vagina, si apriva meglio anche il buco di dietro. Che fosse un pretesto lo si capiva subito, Ciccio leccava le grandi labbra, le succhiava una alla volta, neanche fossero due amarene, poi saliva verso il clitoride, e intanto una o due dita insalivate cercavano e aprivano la fessura tra le piccole labbra, giusto lo spazio per infilarci la lingua e spingerla fino in fondo; e ancora le dita e ancora il clitoride, se lo spompinava come se fosse un cazzino, e ancora la lingua che entrava e usciva; cinque minuti di questi trattamenti e lei gli faceva in bocca tutto il succo del suo orgasmo. A Ciccio piaceva il sapore del succo di zia Maria: dolce, per niente acidulo come quello della sua ragazza, e abbondante, gli riempiva la bocca e lui lo teneva lì, neanche fosse un collutorio, e si sciacquava le gengive di qua e di là, prima di buttarlo giù. - Mi sembra pronto, adesso – diceva zia Maria, non appena si era ripresa dall’orgasmo. - Tu forse non sei ancora pronta, zia. - Non importa, Ciccio, un poco di lubrificante ed entra subito. Ultimamente Ciccio aveva trovato un sistema più semplice. - Non ce n’è bisogno – le diceva – ce l’hai tu il lubrificante migliore. Si metteva dietro e glielo strofinava sulla vagina ancora grondante di saliva mista agli umori ...
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