1. Evento annunciato


    Data: 11/01/2019, Categorie: Etero Sensazioni Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Sopra la finestra, nella debole penombra, quelle lunghe tende candide sembravano fatte dello stesso tessuto di pizzo, così come quei numerosi indumenti intimi sparsi dappertutto per la camera. Io ero appena entrato nella sua stanza da letto, dal momento che il pavimento era seminato di scarpe e di calze per terra, le valige erano ancora aperte e disfatte, abbandonate quasi certamente dalla sera prima come per un’indecisione o quasi certamente per una netta rinuncia, nei riguardi di che cosa portare con sé e che cosa lasciarsi appresso in quanto reputato eccedente.Il ricordo di quelle inaudite e mirabili notti, trascorse ciononostante di nascosto con lei, m’avevano eccezionalmente rivitalizzato l’esistenza, dal momento che non lo avrei in nessun caso auspicato né sperato. Un pomeriggio, infatti, in modo inatteso, in assenza dei miei genitori, la zia Dina per placare la mia libidinosa lussuria m’aveva lucidamente ammansito e logicamente deliziato regalandomi un prodigioso pompino, io parevo volteggiare per quell’evento, in quanto non comprendevo più nulla, nel mentre gli schizzi della mia abbondante sborrata finale terminavano sulle sue tette. A ben vedere, invero, nonostante la sua età, essendo più che sessantenne lei era ancora attraente, lasciva e voluttuosa, perché in tantissime occasioni io mi ero focosamente masturbato da solo pensando in maniera fervida ed entusiastica al suo corpo e alla sua pelosissima nera fica, sborrando in conclusione in modo intenso la mia ...
     appassionata, densa e vivace esuberanza sulle lenzuola nel letto. Io vagheggiavo in modo incontinente e sfrenato, viaggiando bramosamente con la fantasia di sborrarle addosso appena mi fosse capitata sotto le grinfie inondandole la fica, il culo e le tette con la mia appassionata e irruenta linfa vitale. In verità io avevo adocchiato in diverse occasioni la sua deliziosa fica, spiandola dalla porta della camera da letto quand’era ospite dai miei genitori, poiché la zia Dina la lasciava premeditatamente socchiusa quando s’accorgeva che io mi trovavo nei paraggi. Lei aveva trascorso all’epoca un breve periodo di convalescenza di due settimane presso la nostra abitazione, in ultimo appositamente consigliata e deliberatamente spronata da mia madre per riprendersi da una frattura incappata al piede.In quella circostanza la vestaglia di seta bianca di zia Dina era appesa a un manichino di stoffa nero con una spallina calata, malgrado io avessi come di consueto bussato, lei non aveva pensato di ricoprirsi al mio ingresso tenuto conto che era lì seminuda, vestita a tratti solamente dalle lenzuola. Comodamente distesa a pancia in giù lasciava la schiena bruna illuminarsi da un rigo di sole e le gambe fuoriuscire nell’intermezzo delle lenzuola che coprivano le natiche. Le cosce comunicavano insieme accoglienza ed elogio, palesemente incurvate e vistose, poiché erano proprio quelle d’una donna che aveva a questo punto assorbito la carnosità dell’età. L’età di mia zia, difatti, si vedeva in ...
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