1. Gli sposi cenano, gli amanti pranzano........


    Data: 12/01/2019, Categorie: Dominazione Etero Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Ogni volta che si vive un amore si pensa che non sarà mai più così. Che non ci sarà un altro uomo capace di farci bagnare in quel modo. Sbagliato.Quando ho guardato Nymphomaniac nella scena in ospedale, quando la protagonista è così eccitata che la fica le gocciola sul pavimento, ho pensato "che cazzata non è possibile." Sbagliato.Insomma avevo questo amico un po' particolare. Per circa due anni ci siamo visti tutti i giovedì nei ristoranti più chic della città per pranzare insieme e raccontarci le nostre complicate vite sentimentali. Nonostante tutti i pensieri negativi di quel periodo ci bastava uno sguardo occhi negli occhi per farci sorridere.Ma questi pranzi erano segreti. Perché? Perché tenere questo segreto? Eravamo solo amici. Sbagliato.Una volta in un libro ho letto questa frase: "Gli sposi cenano, gli amanti pranzano. Se vedete una coppia in un bar a mezzogiorno, provate a scattargli una foto e sentirete che insulti. Tentate la stessa cosa con un’altra coppia, la sera: la coppia si metterà in posa sorridente per il vostro flash."Noi non lo sapevamo, finché non mi ha invitata a pranzo a casa sua.Mi sono svegliata quella mattina felice come una bambina che deve partire per un viaggio a Gardaland. Ho indossato un bel completino col reggiseno a balconcino, o meglio a terrazza date le dimensioni del mio seno, un vestito bianco sbracciato, leggero, con la gonna a ruota, lo smalto rosso sulle unghie di mani e piedini e i sandali. Sapevo che lui era un appassionato di ...
     piedi. Cosa diavolo stavo facendo?Tutta bianca come una sposa, con le cosce lisce di porcellana al vento, sono andata in enoteca a prendere una bottiglia di Primitivo, il suo vino preferito.Fremevo tutta. Poi mi fermavo a riflettere e mi dicevo: ma che hai? E' Marco, lo conosci da sempre. Intanto guidavo nel traffico e stringevo le gambe perché sentivo il basso ventre un po' troppo caldo.Mi ha aperto il portone e mi ha sorriso, con quegli occhi liquidi e le pupille grandi, come quelle degli animali che guardano la loro preda. Brivido. E la prima goccia tra le gambe.Di nuovo la voce della mia seconda personalità, quella seria e ragionevole, mi chiedeva: sei impazzita?Lo guardavo mentre cucinava, in giacca e cravatta senza sporcare un solo centimetro del mondo al di fuori della padella saltapasta, con quel bel culo. E osservavo il suo profilo che conoscevo a memoria, mentre mi si seccava la bocca e mi diventava il muso caldo. Sentivo come una strana sete, ma non di acqua, né di vino.Chiacchiere, battute, storie, consigli, i Beatles in sottofondo, ma io ero posseduta dal demone bagnato. Accavallavo le gambe di continuo, prima l'una e poi l'altra, ancora e ancora, mentre stavo seduta dall'altra parte del lungo tavolo, gli sorridevo e diventavo rossa in viso. E non solo. Il seno ormai era duro e si affacciava dalla terrazza, e mi sentivo tutta la fica turgida e bollente. Un altro bicchiere di vino. Una sigaretta. Silenzio. L'ho guardato dalla testa alle scarpe da tre piotte ed ho visto ...
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