1. La platea


    Data: 30/01/2019, Categorie: Esibizionismo Autore: Della morte della vita, Fonte: EroticiRacconti

    Oggi c'è il sole. Con ogni probabilità sarà una delle ultime giornate decenti prima che, anche quest'anno, l'autunno ci proietti nel periodo più triste, malinconico e buio dell'anno. E io ho davvero voglia di sprecare così questo sole, tra università e studio? No, non posso farlo. Mi rotolo ancora un po’ sotto le coperte dopo aver spento la sveglia, forse mi addormento di nuovo. È Lucky a svegliarmi, i pastore di mio fratello Matteo, che bussa e guaisce dietro la porta di camera mia. Sospiro, mi stiro tutta, dalla punta dei piedi fino alle mani, lascio che la coperta scivoli verso il basso fino a scoprirmi i capezzoli. Ieri sera, prima di addormentarmi, mi sono masturbata e ho dormito nuda. Adoro sentire i capezzoli che sfregano sulle lenzuola, è una sensazione che mi solletica e mi rilassa allo stesso tempo. Mi rigiro tra le lenzuola, ma Lucky bussa di nuovo alla mia porta. Deve sentirsi solo, con i miei a lavoro e il fratellone in vacanza. Non ne ho proprio voglia, perdo ancora tempo, mi pizzico un capezzolo, ho voglia di sentire quella strana scarica, a metà tra dolore e piacere, di quando prendo un capezzolo tra le unghie e lo stringo. Un brivido mi attraversa tutto il corpo e mi vien voglia di rifarlo. Prima lo accarezzo un po’, mi lascio andare a qualche fantasia, lo voglio turgido… e solo quando lo diventa lo prendo tra le unghie, ci gioco un po’. So già quello che succederà, so già quello che proverò, forse è per questo che rimando l'attimo, che mi gusto questi ...
     istanti prima del dolore. Lucky guaisce di nuovo e lo sento buttare. “Arrivo arrivo…” Proprio in quel momento, come animate da vita propria, le due dita si chiudono sul capezzolo e stringono. Il piacere dura solo un attimo, più arriva subito il dolore, le unghie contro la carne. Stringo ancora un po', mi faccio male, mi lascio cadere sul letto, cerco di resistere, non ce la faccio. Prima di mollare, però, stringo forte un'ultima volta. Cristo, fa male, lo sento pulsare. Non ho bisogno di controllare per sapermi bagnata, ma non posso non farlo e scendo tra le mie cosce con una mano. Spingo un dito dentro, sospiro. Adoro essere donna, adoro avere un buco. Adoro godere nel riempirlo. Le dita diventano due, vanno a fondo, quasi come volessero aprire una nuova galleria. Godo. Spingo ancora un po’. Sento un’unghia grattare la carne più delicata che ho, fa male e mi mordo un labbro. Godo. Alle volte penso proprio di essere scema. Lucky. Rinuncio a quello che sto facendo, un po' anche per paura di quello che potrei fare e apro al cane. È felice di vedermi, mi corre intorno come un pazzo, a me spaventa un po’ quando fa così, davvero. Ho paura che si faccia prendere dall'emozione e possa mordermi. All'improvviso mi salta in braccio e mi spinge sul letto. Ho paura. “ Seduto!” Cerco di fare la voce grossa. Mi hanno sempre detto che gli animali fiutano la paura e, se si accorgono che li temi, sei finito. Per fortuna lui è bravo è buono e si mette a cuccia di fronte a me. Per un attimo penso ai ...
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