1. Non sono raggiungibile


    Data: 06/02/2019, Categorie: Trio Sensazioni Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Il telefono sembra ormai una prolunga come se fosse un allungamento, una dilatazione e un’estensione di me stessa, per questo motivo, difatti, non apprezzo ma detesto energicamente i cellulari, quei minuscoli arnesi d’elettronica che vogliono sostituirsi subentrando alla mia memoria, al mio senso dei numeri, quel maggiordomo tuttofare che ha l’attitudine e il potere di farti stare sempre al centro dell’universo, sempre presente, eternamente a disposizione. No, ribadisco che non è il mio forte, mentre per Camilla sembra un insostituibile e unico compagno di vita. Io a volte rinuncio, giacché non riesco a capirla: al minimo accenno d’uno squillo sbuffa e protesta, io le dico di spegnerlo e lei prontamente mi elenca tutte le qualità materiali e virtuose di quell’apparecchio. Da quando ha una mezza storia con un elettrizzato ed esaltato venditore d’automobili, questa casa sembra essere diventata la città dei campanelli e dei sonagli, per il fatto che giorno e notte sono assalita da segnali, suoni, toni e vibrazioni d’ogni genere: non dico che non m’attraggano né m’invoglino, però quelle cose graziose e piccole che stanno in una mano con la discrezione d’un reporter assetato di sangue hanno anche il loro carisma e il loro fascino, quello che non sopporto invece è il loro suono vivo e squillante:“Camilla, suona l’allarme”.“Un attimo” - mugugna lei, con lo spazzolino tra le labbra e il dentifricio.“Camilla, sbrigati”.Decido di rispondere io schiacciando il tasto più logico, quello ...
     della cornetta verde.“Sì?” - mi sento frattanto cadere le braccia nell’udire quella voce.E’ il corteggiatore di Camilla, addolorato, desolato e triste fino alla nausea, con quei ciao ammiccanti e portati avanti all’inverosimile. A volte, mi chiedo perché agli uomini non vengano le mestruazioni, in tal modo forse capirebbero e percepirebbero la distanza tra le cose gradevoli e non.“Ciao Mirco, Camilla adesso è in bagno, potresti richiamare più tardi?”.“Veramente è di te che ho bisogno”. Che cosa vorrà l’idiota?“Di me? E per che cosa?” - cerco d’assumere nel frattempo l’atteggiamento più educato e gentile possibile.“C’è un mio amico che ti vuole conoscere, se stasera hai modo”.“Ho da fare, Mirco. Mi dispiace, mi secca, perché ho veramente da fare”.“Chiara, allora no?“No, non posso”.Nel frattempo guardo il pulsante per interrompere quell’infelicità, lui però insiste mentre Camilla in mutande e con il turbante mi fa segno d’intrattenerlo, così io a malavoglia ascolto vita, morte e miracoli di Juan Quello strazio dura quasi dieci minuti, finalmente Camilla agguanta l’aggeggio e io vado in camera senza salutare:“Sì, verso le nove va bene, arriviamo lì a quell’ora. Va bene, a dopo, ciao”.Arriviamo? Plurale o pessima idea?“No, guarda Camilla che te la sbrighi tu da sola , io non vado neanche morta”.“Dai però, che palle. Su dai, ormai gliel’ho già detto”.“Non dovevi dirglielo, dovevi negarti, semplicemente tutto qui”.Lei è in piedi con le mutande e con l’asciugamano in testa, le labbra ...
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