1. Appalti e autorizzazioni


    Data: 07/02/2019, Categorie: Tradimenti Autore: fedeman_05, Fonte: Annunci69

    Questo racconto è frutto della mia fantasia. Alcune volte la vita ci riserva delle piacevoli sorprese ed esperienze. Da più di due anni occupavo il ruolo di Direttore Commericale di un'importante multinazioneale americana di real estate e mi trovavo spesso a girare per le diverse sedi e iniziative. a seguito delle dimissioni del resposabile dell'ufficio appalti e in attesa della nomina di quello nuovo, la Direzione decise che io dovevo occuparmi anche di quella divisione. Avevano un ufficio vetrato nella nostra sede principale di Milano ma non conoscevo nessuno di loro, fatta eccezzione per il collega dimissionario. Dopo la mia nomina temporanea feci un giro nel loro ufficio per presentarmi. Il clima era abbastanza fredddo. C'eranoo solo due segretarie che si occupavano della gestione delle pratiche e della documentazione sugli appalti e subappalti con cui operava sul mercato la nostra società. Mi colpì da subito una delle due segretarie. Maria era una bella mora con gli occhiali da segretaria con la montatura nera che va di moda da qualche anno a questa parte. Mi sembrava timida. Nonostante i circa cinquant'anni aveva un bel fisico ed ero incurosito dai tatuaggi che si intravedevano (uno sulla scapola e l'altro appena sotto la clavicola. Lucrezia, l'altra segretaria invece, era una biondina tutto pepe che fin da subito iniziò a lamentarsi del troppo lavoro che le veniva affidato dal vecchio responsabile. Dopo alcuni giorni dal mio insediamento dovetti assentarmi dalla sede ...
     principale. Maria mortificata, mi contattò dopo un paio di giorni chiedendomi aiuto poichè Lucrezia era in malattia e lei da sola non riusciva a svolgere il lavoro in ufficio.<!-- /1013617/Annunci_300x250 --> googletag.cmd.push(function() { googletag.display('div-gpt-ad-1493738170950-0'); }); Chiamai la mia assistente per verificare quanto riportato e mi disse che Maria si fermava in ufficio fino a tardi, alla mattina era una delle prime ad arrivare ma da sola non poteva farcela. Le chiesi quindi di darle supporto il più possibile e che da lì ad un paio di giorni sarei rientrato e avrei cercato di risolvere il problema in modo definitivo. Al mio rientro andai in ufficio e a mia sorpresa trovai anche Lucrezia. Mi accertai delle sue condizioni di salute (non mi pareva fosse stata male) e a mia sorpresa mi chese un colloquio personale. La ascoltai e capii che la sua malattia era in realtà una forma di ricatto per ottenere un aumento di stipendio. Decisi quindi di darle l'obbiettivo di evasione delle pratiche arretrate nell'arco di un paio di giorni e conseguentemente avrei proposto alla direzione l'aumento da lei richiesto. Lei mi chiese cinque giorni e così concordammo. Nell frattempo vedevo Mary (così tutti chiamavano Maria in modo confidenziale) un po' cupa. Poco prima che andasse in pausa pranzo le chiesi di raggiungermi in ufficio. Arrivò alla una in punto molto timida. Le chiessi di cosa si preoccupava e la rassicurai dicendole che per me lei era insostituibile. Le proposi ...
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