1. La svolta


    Data: 08/02/2019, Categorie: Saffico, Sensazioni, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Marina non avrebbe fatto una piega dal momento che non si sarebbe neppure spostata, se le porte dell’autobus non si fossero aperte proprio in quel momento, facendo sì che quel manifesto attrito del passeggero dietro di lei si convertisse in un poderoso appoggio della cavità pelvica, giacché quell’azione la scaraventò fuori dalla vettura catapultandola in conclusione carponi per terra sull’asfalto. Il vigile quando l’autobus ripartì, prima ancora che lei potesse alzarsi, la trovò con le chiappe per aria sentendo distintamente il cazzo agitarsi freneticamente nelle mutande alla vista dei bei glutei che Marina metteva in mostra, abbondante e per di più sferico come un’anguria matura in piena estate:“Ehi Marina, adesso vengo a prendermelo quel magnifico sedere, visto che me lo offri così impudentemente” - fu il deprecabile commento da inurbano e screanzato individuo qual era che gli fuoriuscì dalla bocca.“Garantito, sì, coraggio, nessuna sciagura, perché io il culo te lo concedo, soltanto però che tu con la palese miseria che possiedi e con quell’irrilevante pochezza che hai nelle mutande non sai nemmeno che cosa potrai farci”.Marina infuriata si sollevò da terra e perdendo le staffe allungò il dito medio della mano a pugno verso il vigile spedendolo rudemente al diavolo, che tra l’altro con moglie e figli al seguito doveva ancora meticolosamente apprendere come tenere adeguatamente a bada la lingua in bocca, per il fatto che si esprimeva in modo deplorevole e inqualificabile in ... presenza dei suoi congiunti. Al piccolo supermercato dove lavorava da cassiera quante ne aveva sentite su quel vigile e la sua amante, la giornalaia per la precisione, visto che non aveva neanche la decenza né la discrezione di tenere le cose segrete sbandierandole qua e là. Nella caduta si era sfilata la calza, in quanto si sarebbe cambiata nello stanzino del supermercato, malgrado ciò non poté fare a meno d’ingiuriare e di maledire:“Buongiorno Marina, che cosa ti è capitato? Sei caduta?” - le domandò Gino del Bar dell’Angolo sporgendosi speditamente sulla porta:“Buongiorno Gino, quegli stronzi mi hanno spinto”.La faccenda non si era svolta propriamente in tal modo, perché era stata solamente una svista del passeggero dietro di lei, che ci aveva preso gusto a premerle contro l’erezione avendo beccato proprio il momento giusto per darle la mazzata finale. Marina non ci faceva più caso, in quanto era un avvenimento quotidiano sull’autobus numero sedici che lei stessa utilizzava per andare al lavoro, dal momento che sapeva già come facevano, poiché spintonavano un po’ alla prima curva utile sostenendo oh, mi scusi signora, collocandosi in ultimo a un filo dalle sue chiappe e isolato dopo isolato, dopo una frenata e un’accelerata, si facevano vivi sul più bello accanto al suo sedere annunciando i loro abituali, laconici e stringati commenti. Marina sennonché non diceva nulla, tanto di più non potevano ottenere, perché l’unica cosa che realmente l’infastidiva urtandola oltremodo, ...
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