1. La svolta


    Data: 08/02/2019, Categorie: Saffico Sensazioni Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    lei:“Come la tratti male, quella figliola vuole solamente essere gentile. Ti vuole un bene, poi sei brava con i ragazzi”. Molto di più con le ragazze, questo pensò Marina, malgrado ciò non disse niente, perché stavano già arrivando i primi clienti.Quella che ne seguì fu una mattinata tranquilla, poiché non c’era tanta gente e neanche il pomeriggio avevano faticato tanto, contando e selezionando quelle noiose e numerosissime monetine alle casse. Era quasi l’ora di chiusura e Cecilia nel camice azzurro che portava sull’intimo era più attraente del solito, perché dal commento che ne scaturì quella mattina Marina non poté fare a meno di guardarle le tette, che fuoriuscivano in maniera vistosa dalla scollatura come le montagne del McDonald, facendole venire voglia d’analizzarle e d’esaminarle con le mani. Un ricciolo di capelli neri le era caduto dal berretto fino a scivolarle sul collo, lei era così desiderabile che bisognava fare qualcosa. Intanto Sandra era al bancone della frutta, Germano dei salumi era andato in farmacia e Piero il proprietario non usciva mai dal suo ufficio, dal momento che quando non c’era non se ne accorgeva nessuno:“Cecilia, ci hai fatto caso? Che cos’era quel rumore?” - esclamò all’improvviso.“Quale rumore, io non ho sentito niente”.“Veniva dallo sgabuzzino, sembrava come se ci fosse qualcuno, come quella volta che Germano perse le chiavi ed entrò dalla finestra, dai andiamo a vedere”.Cecilia era ancora diffidente e dubbiosa, dato che lei non aveva ...
     udito proprio niente.“Marina, ascolta, non possiamo allontanarci tutte e due dalla cassa”.“Dai, non fare la fifona, andiamo a vedere, tanto non viene nessuno. Alla cassa ci mando Sandra”. L’afferrò per mano e la condusse verso lo sgabuzzino.“Pino, va’ alla cassa per un momento, perché io e Cecilia dobbiamo andare nello sgabuzzino”. Sandra non era per niente scema, conosceva Marina, in quanto sapeva che da mesi seguiva Cecilia perché se la voleva scopare.“Non posso muovermi da qua, va’ tu da sola e manda Cecilia alla cassa”.Marina che aveva un gran caratterino andò dritta dietro il bancone intimandole tra i denti di non fare la stronza e di recarsi alla cassa. Gli occhi di brace di Marina erano palesemente efficaci ed eloquenti, Sandra andò sbuffando verso le casse sbraitando:“Va bene, ma fate presto, perché io con gli euro non sono tanto capace”. Finalmente Marina riuscì a portare Cecilia nello sgabuzzino.“Qua dentro non c’è nessuno” - disse subito Cecilia.“Che strano, mi era sembrato d’aver sentito qualcosa. Attenta alla sedia Cecilia altrimenti cadi”.La sedia era lontana più d’un metro, eppure era l’occasione giusta e propizia per abbracciarla fingendo di sostenerla. In tal modo rimasero là ridendo come due sceme per lo spavento, abbracciate e strette come se dovessero ballare un ballo lento:“Avevi ragione tu Cecilia, adesso le sento eccome, le tue bocce sono cresciute”.“Dai, che cosa dici”.Cecilia era imbarazzata, non si scioglieva dall’abbraccio, forse perché Franco da quando ...
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