1. Le vacanze di rené - 20


    Data: 08/02/2019, Categorie: Incesti Autore: July64, Fonte: Annunci69

    Le vacanze di René – parte ventesima Che dire della mia vita? Il sogno di ogni adolescente che si realizza oltre ogni aspettativa. Non avrei mai immaginato che la mia esistenza parigina di giovane studente potesse mutarsi in modo così radicale e così piacevolmente sconvolgente. La mamma, le zie, mia sorella Virginie, persino la nonna erano mie amanti e innamorate. Il mio amore più grande, lo sosterrò all’infinito, era comunque mia madre, che ormai viveva il nostro rapporto con una naturalezza disarmante. Spesso, la mattina, se non ero già sveglio, mi si avvicinava e mi riempiva di baci languidi, che spesso si tramutavano in un furioso combattimento delle nostre lingue e costituivano il preludio di una seduta di sesso sfrenato, davanti a chiunque passasse nei dintorni. Non importa che fosse mio padre, il nonno, le sorelle, ormai non avevamo più alcun pudore. E questo comportamento aveva per modo di dire “contagiato” tutti gli abitanti di quell’isola di paradiso. Certo, nessuno trascurava i compiti che ci eravamo di comune accordo affidati, ma se nel mezzo del mattino zia Jen, terminate le sue faccende, aveva voglia di coccole, si avvicinava a me, si inginocchiava e me lo prendeva in bocca, così senza preliminari. Altrettanto faceva zia Juliette, per non essere da meno della sorella, con mio grande godimento. Così assumemmo l’abitudine di andare in giro completamente nudi. Un po’ per comodità, un po’ per evitare di consumare gli ultimi abiti che eravamo riusciti a recuperare ...
     dalla barca, per utilizzarli nel caso la temperatura fosse calata. Anche ai tropici arriva l’inverno, anche se si presenta in giugno e nonostante le temperature fino a quel momento fossero sempre state gradevolissime.<!-- /1013617/Annunci_300x250 --> googletag.cmd.push(function() { googletag.display('div-gpt-ad-1493738170950-0'); }); Del resto era una consuetudine introdotta da mia sorella Virginie: la ricordo ancora, quando venne a trovarmi in spiaggia, completamente nuda e disse che da quel momento in poi non avrebbe più indossato vestiti e che tutti avremmo dovuto abituarci a questa nuova condizione. La mia piantagione di “riali” cresceva sempre più rigogliosa. Le mie annaffiature giornaliere avevano conferito agli arbusti un aspetto sano e vigoroso e i frutti spuntavano e maturavano quotidianamente. Ben presto ci trovammo nella necessità di doverli consumare, peraltro con grande piacere, perché la produzione era talmente copiosa che ci sarebbe sembrato un vero peccato lasciarli cadere dalle piante senza mangiarli. Questa particolare circostanza provocava una vera e propria tempesta ormonale continua in tutti noi. Nel corso della giornata non c’era un attimo nel quale due, tre o più di noi non fossero impegnati in attività sessuale sfrenata. Le più assatanate sembravano la nonna e zia Jeneviéve. Entrambe prediligevano le gioie del sesso anale, la nonna per averle appena scoperte e la zia Jen per averne fatto una ragione di vita. Ad ogni modo non perdevano occasione per farsi ...
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