1. Salve terra, qui koona, 16a parte


    Data: 10/02/2019, Categorie: Prime esperienze, Autore: sexitraumer, Fonte: Annunci69

    L’infermiera Madeleine mi fece accomodare sulla lettiga. Il tenente Terry mi squadrava senza tradire alcuna emozione. Madeleine mi sistemò distesa, e nel frattempo mi collegò i sensori per l’elettrocardiogramma, e non appena mi distesi avvertii una strana sensazione: avevo sonno e persi conoscenza . Ricordo solo che mi addormentai, e dormii molto profondo, ed anche abbastanza bene, considerando quel magnifico sogno: sognavo che ero su Titano Uno, e la mamma mi stava portando con sé, al sicuro nel TM elettrico, a recuperare una delle tante capsule di rifornimento che ci inviavano; la mamma mi guardava dandomi sicurezza, e mi parlava della situazione in generale senza creare alcuna angoscia od allarme: “ stavolta Koona, vedrai che la prendiamo! Ci hanno promesso anche degli autentici semi terrestri per coltivare alberi di mandarino ” “Buono il mandaino mamma mandaino, mandaino !” Non tutte le capsule che ci inviavano arrivavano integre; mediamente una su tre. Le altre due o bruciavano in atmosfera, o si depositavano in cima a qualche montagna deviate dal vento, o su un altopiano, che col TM non potevamo raggiungere. Mamma usciva dal TM e, spinti alcuni pulsanti, si metteva a distanza di sicurezza, e attendeva l’espulsione dei pallet più o meno cubici. Uno ogni dieci secondi preceduto da diversi lampi flash di avvertimento. Poi li caricava all’interno del TM, e ce ne tornavamo alla base nel giro di trenta minuti. Nel mio sogno non so come mia madre avesse caricato i ... rifornimenti, però nella cabina di comando era arrivato anche mio padre: io ero un passetto dietro a loro, e sembravano non fare caso a me; parlavano tra di loro del lavoro e della carriera; sentivo una sensazione di pace e completezza, non mi mancava nulla: ero semplicemente contenta; papà le diceva: “Non mi piace che l’altra sera è arrivata una ..ounimazi i one ufficiale dalla mpagnia sono ntrario a dottare la giornata niana di quindici ore on è conve nte sai dopo cena ssemblerò un altro ocattolo per Koona; mi dovresti aiutare Iga i serve che ” “Papà !” Mio padre non si voltava, e continuava a parlare con mia madre senza fare caso a me; ero contenta di stare con loro. Ero felice. Saturno invece mi pareva piuttosto sinistro, ed ogni volta che fissavo i suoi anelli era come se tagliasse la voce a mio padre che sentivo parlare come le prime voci via radio tra la Pegaso e la Micenea. Era come se mio padre parlasse radioese la sensazione di benessere felicità durò pochi secondi che a me parvero dilatarsi.<!-- /1013617/Annunci_300x250 --> googletag.cmd.push(function() { googletag.display('div-gpt-ad-1493738170950-0'); }); Quel pianeta così silenzioso, quel Saturno per il quale voi terrestri sembrate stravedere per via degli anelli, per me bambina era solo un babau; una specie di gigantesco coltello pronto a tagliare in due la nostra casa su Titano. Mio padre e mia madre scomparvero: all’improvviso ero sola nella cabina di comando. L’aspetto rosa di Saturno diventava progressivamente più ...
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