1. Salve terra, qui koona, 16a parte


    Data: 10/02/2019, Categorie: Prime esperienze, Autore: sexitraumer, Fonte: Annunci69

    ero venuta carezzandomi non solo il sesso ma ogni mio pertugio libero nelle vicinanze “AHHHHHNNNN ! Ohhhhhhh .sìiiiiiiii uhmmm, ahnnn, ahu ! Uhm !” Mi alzai in piedi ed agii sui pulsanti per un altro risciacquo. I comandi doccia erano molto simili a quelli che avevo in dotazione su Titano Uno ero abbastanza pratica. Potei ottenere altri due minuti di acqua, un po’ meno calda, ma la cosa non mi dispiacque. Finii di sciacquarmi, poi sfiorai l’iconetta dell’onda calda, e venni asciugata da un bel getto di aria calda, via via più tiepida e secca. Uscii dal cubicolo asciutta, e non sudata. Indossai la mia biancheria intima e presi i due barattoli per la signora Hubbert, spinsi il pulsante rosso. L’infermiera entrò dopo venti secondi circa. Aveva con sé una tutina rosa pastello; avendo visto degli olo-muvj conoscevo il codice dei colori: Blu uomo adulto, rosso donna adulta, celeste adolescente maschio, rosa pastello adolescente femmina. Il colore rosso lo avrei potuto indossare solo una volta compiuti i diciotto anni. C’erano anche altri codici colore, limitati però a chi portava delle mostrine, che indicavano l’appartenenza alla flotta solare. Il nero, ad esempio è riservato al solo comandante, il bianco al personale medico; il grigio scuro ai “nucleari”, ossia gli uomini addetti alla propulsione, sulla quale non si rilasciavano particolari, essendo tecnologie di cui le compagnie minerarie andavano gelose. Una nuova astronave poteva accorciare il viaggio anche di due settimane ... talvolta. Non era il caso della Micenea che si è fermata per salvare me comunque indossata la tutina integrale provvista di un falso gonnellino copri-ginocchia venni prelevata dalla Hubbert, e accompagnata in infermeria. Essendo una adolescente non potevo avere le cosce scoperte, neppure sotto la gonna. Per fortuna a bordo non faceva caldo. Però si stava stretti, questo sì. All’improvviso la signora Hubbert mi spinse dentro una porta di lato. Entrai. Avrei dovuto ricordare quei locali, dato che vi ero svenuta, nuda, dodici o più ore prima. E invece, inspiegabilmente mi sentivo straniera, come fosse la prima volta. Sentii dei rumori, poi da un angolo – vai a capire quale ! C’erano anfratti dappertutto – si fece avanti un uomo semicalvo, con meno capelli del povero Greg; era magro e forse non più alto di me; come aveva fatto Greg mi strinse la mano presentandosi: “Ciao Koona ! Sono il dottor Jorge Lopez Vallefuentes, medico chirurgo di bordo. Specializzato in endocrinologia hai dormito bene ?” “Sì, grazie. Dottore.” “Infermiera ! Avete i campioni delle urine e delle feci ?” “Sì dottore, eccole !” “Le dia ad Enda, la sta aspettando; le porterà lui in sala screening.” “Allora Koona, non appena torna l’infermiera inizieremo la visita vera e propria. Intanto che ne dici di scambiare due parole ?” “Boh !?!” La Hubbert ci lasciò verso uno dei cubicoli da cui era uscito il dottor Lopez. Domandai : “Ma la signora Hubbert non è sua moglie ?! Vedo che le da del lei ” “Si tratta di un ...
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