1. “ Padroni e schiave, schiavi e padroni “ Parte 2


    Data: 11/02/2019, Categorie: Dominazione Autore: SemplicementeNessuno, Fonte: EroticiRacconti

    Si sentiva strana. Mai era successo, la sua fica vibrava. Vibrava come un Sol Minore di una chitarra spagnola. Ripenso alla giornata precedente. Ripenso a lui al suo grande cazzo, quando accarezzava ogni sua intima parte, plasmando quelle voglie come se lei fosse di creta. E quel rifiuto giunto inaspettato; come una doccia fredda. Perché si era fermata, perché si era messa a piangere? Poteva tranquillamente finire da sola. Arrivata a casa, frustrata bagnata e vogliosa. Continuava a pensarlo; a bramarlo. Bastava un sorriso al marito per una scopata. Forse doveva comprare un vibratore. Uno grande tutto Blu. Ricordò cosa lui le disse. Ubbidiente, si limito a dormire sognando quel grosso cazzo. Si sveglio presto, la luce entrava dalla finestra, filtrava pallida; anch’essa appena sveglia. “ Cazzo no ” penso tra se e se. “ Buongiorno” Mormoro il marito baciandole il collo. Dormiva sul fianco destro, dava le spalle al marito che lentamente si era avvicinato a lei. La sentiva quella mano accarezzare la gamba e il seno. “ Ho il ciclo” ripose sibillina “ merda ” replico lui spostandosi Non era vero, ma non poteva fare sesso, lui non voleva era stato chiaro. “ pompino ” chiese speranzoso “ mi fai un pompino?". Si mise a sedere sulla sponda del letto, pensierosa su quello che poteva e non poteva fare, doveva prima chiedere il permesso. “ Vado a fare caffè” rispose uscendo dalla stanza senza aspettare riposta, senti solo il marito mormorare qualcosa sulla moglie inutile e una sega in ...
     bagno. Prese il telefono rendendosi conto che non possedeva nemmeno il suo numero. Attese l’uscita di casa del marito, nel frattempo si fece una doccia, chiedendosi cosa doveva indossare sotto l’abito da lavoro. Tutta nuda e bagnata d’acqua si guardo allo specchio, si sfioro con la mano destra, la fica, “ ancora un poco, pazienza ancora un po’”. La mattinata non passava mai, complice la voglia e desiderio crescente, lo cercava con lo sguardo, di lui sapeva poco. Conosceva il suo nome si chiamava Pietro, amava il calcio e la formula1. “ Vieni” la colse di sorpresa trascinandola per un braccio dietro agli scaffali del magazzino. “ succhiamelo” la guardo “ ho detto succhiamelo ”. “ ma io... ” mormoro “ sta zitta” la mise a tacere, “ non ti ho detto che puoi parlare”. “ scusa” mormoro a voce bassa. Lei abbasso lo sguardo, non lo aveva mai fatto, era il suo primo pompino. Sollevo le mani, delicatamente gli apri la zip, eccolo la quel suo grosso uccello che bramava dal giorno prima. “ se sarò brava dopo, mi scoperà ” penso tra se e se, mentre con la mano sinistra accarezzava la fonte del suo desiderio più nascosto. “ non ti ho chiesto una sega, ti ho chiesto di succhiarmelo” si avvicino con il volto alle sue orecchie e mormoro con tono duro e padronale “ lo so che si brava, prendilo in bocca tutto fino in fondo ”. Obbediente s’inginocchio, guardava quel cazzo che lentamente stava diventando duro. Poso prima le sue labbra dolcemente sulla punta del glande, piccoli e delicati succhiotti ...
«123»