1. “ Padroni e schiave, schiavi e padroni “ Parte 2


    Data: 11/02/2019, Categorie: Dominazione Autore: SemplicementeNessuno, Fonte: EroticiRacconti

    come fossero morsi a una punta di gelato. Lentamente scendeva sempre di più, per poi risalire sempre lentamente, lui fiatava sentiva solo dei profondi sospiri, “ allora sono brava” penso soddisfatta di se stessa. Si fece più audace, inizio con la lingua a leccarlo, intervallandoli con dei piccoli morsetti, per stuzzicare quella da lì a poco stava diventano una vera e propria erezione. Lo riprese in bocca, giocando con la lingua tutto lungo l’asta, quando senti la sua mano spingerla tutta fino in fondo capi che doveva essere più brava. Un pompino fatto bene non ha bisogno della mano di un uomo che la guidi. Un uomo soddisfatto lascerà sempre che sia la donna a condurre il gioco. Aumento la velocita ogni succhiata diventava sempre più potente, la lingua sempre più veloce, una ventosa calda lungo quel cazzo stupendamente eretto. “ brava succhia tutto ” disse Pietro posando ancora la mano sulla sua testa per spingerla più affondo e più forte. Spinse la sua bocca fino in fondo, si fermo solo quando lo senti tutto dentro la sua bocca, quasi fino alle tonsille, le sue labbra si posarono sulla pelle nuda, però era sempre la prima volta fece fatica a non staccarsi e tossire; quello era cazzo grande e grosso. Non poteva deluderlo lui voleva un pompino, non una sciatta donnaccia incapace. “ Si, Si, dai si” gemette lui con tono basso e caldo, mentre lei riprendeva a giocare con la lingua tutto lungo l’asta, ancora sulla punta, su e giù, lo sentiva fremere ora era lui a vibrare: Era ...
     lei ora al comando, ha dettare le regole, infilando quel grosso vibrante uccello nella sua umida e vogliosa bocca. Si spinse velocemente fino in fondo, su e giù su e giù su e giù, si fermo ancora facendo uscire la lingua riuscendo a toccare le sue gonfie e grosse palle. Pietro la blocco quando stava risalendo con la mano sulla testa: Stava venendo. “ ingoia” disse sibillino. Ubbidiente chiuse gli occhi, senti la sua bocca riempirsi di quel liquido caldo, che fuoriusciva da quel cazzo ancora teso vibrante. Si stacco dal suo uccello solo quando lui smise di bloccarla, sollevo la testa e lo guardo ansimava “ pulisci lecca tutto”. Ubbidiente lecco, pulì tutto. Pietro si rivesti, non le disse nulla e lei si rialzo, guardandolo, iniziando a spogliarsi. “ Cosa cazzo fai?” la fisso serio “ non e concesso prendere iniziative”. “ Scusa” mormoro chinando la testa Pietro la guardo “ ti e concesso dire una cosa sola, usa bene le tue parole”. Lei riflette un attimo, “ mio marito vuole fare sesso”. “ Non mi riguarda, non m’interessa “ ripose sibillino avvicinandosi a lei “ ricorda una cosa però” la guardo negli occhi, naso contro naso, sposto la mano toccando il culo, stringendo forte “ questo e mio” infilo la mano dentro la tuta da lavoro, le sue dita s’insinuarono verso quel piacere proibito, sfiorandolo cercando con l’anulare di farsi spazio” questo buchino vergine e mio “ il tono basso come se stesse ringhiando, e lei vibrava, mentre lui spostava la mano davanti, dove lei bagnata lo ...