1. L'Inferno di Anna e l'Abisso di Francesca - Capitolo 2 –Un week end di sottomissione ed addestramento


    Data: 11/02/2019, Categorie: Dominazione Autore: Koss, Fonte: EroticiRacconti

    Il Padrone si svegliò alle otto, lui aveva dormito nel letto, Anna su un giaciglio di fortuna, in uno sgabuzzino, chiusa a chiave. Il Padrone aprì lo sgabuzzino – preparami la colazione e portamela a letto. Se durante il giorno ti comporterai bene stanotte dormirai con me. – Anna scattò verso la cucina. Durante la notte aveva esaminato la sua situazione, non aveva trovato alcuna via d’uscita. Forse quando sarebbe andato via le sarebbe venuta qualche idea, ma in quel momento era paralizzata dalla paura e per quanto si sforzasse non le veniva niente in mente. L’unica cosa che aveva capito è che lui era più forte di lei e aveva quel maledetto filmato che l’intrappolava e chi sa cosa altro. Quindi, per il momento, non le rimaneva che assecondarlo, ubbidirgli e fare quello che voleva lui, sperando che non la maltrattasse troppo. Ma le considerazioni di Anna non finivano lì. Aveva scoperto un lato di se stessa che l’inquietava non poco. Non tutto le era dispiaciuto, ma faceva fatica ad esplorare quel lato. E cercava di allontanare quei pensieri. Dopo che il Padrone fece colazione si occupò della schiava. - Non voglio che ti vengano strane idee, quindi è meglio che ti metta in condizioni di non nuocere. – Anna non replicò. Quindi lui la lasciò nuda, come era dalla notte precedente, indossava solo i sandali con il tacco alto. Le legò le caviglie tra di loro con due cavigliere unite da una corta catenella che le permetteva di fare solo corti passettini e i polsi dietro alla schiena, ...
     poi le mise un robusto collare nero ed i polsi furono uniti in alto al collare stesso. Anna vide che prendeva tutti quegli attrezzi da un borsone che non aveva quando l’aveva rapita sotto il portone di casa sua. Il bastardo doveva essere uscito mentre lei era nel mondo dei sogni, l’aveva preso e portato su. La sua macchina doveva essere nei pressi. Ma a cosa le serviva quella congettura se non poteva vederne la targa. E anche se l’avesse vista? Mentre Anna pensava ciò il Padrone aveva tirato fuori dalla borsa una specie di mutandina di cuoio. Due strisce, una per la vita ed una che le sarebbe passata tra le natiche e la fica. Erano fibbie grosse e purtroppo quello che vide fu ancora peggio. Sulla fibbia che passava sotto c’erano due dildi, uno più piccolo, ma comunque grosso, ed uno ancora più grosso. – Nooooo! – gridò. Lui si precipitò su di lei e la schiaffeggiò. – Non impari mai – le disse mentre Anna piangeva. Prima di quella imbracatura il Master mise alla schiava una ball gag in bocca. – Stupida troia – l’insultò. Poi prese l’imbracatura e versò sui dildi un po’ di lubrificante. Quindi la posizionò correttamente e spinse, strinse ed allacciò. Anna si dibatté, si sentì squartata, ma non c’era niente da fare, prese tutto. I dildi penetrarono e lei fu riempita, ora si muoveva con ancora maggiori difficoltà. Poi un’altra imbracatura, un reggiseno fatto di striscioline di cuoio che le sostenevano il seno, ma non la coprivano per nulla. Messa in quel modo la schiava era una ...
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