1. L'Inferno di Anna e l'Abisso di Francesca - Capitolo 2 –Un week end di sottomissione ed addestramento


    Data: 11/02/2019, Categorie: Dominazione Autore: Koss, Fonte: EroticiRacconti

    troia offerta platealmente. Fica e culo penetrati, tette strizzate e seno di fuori, oscenamente offerto. Lui prese una macchina fotografica ed iniziò a scattarle foto. Lei cercò di voltarsi, scappare dall’obiettivo e più volte rischiò di cadere. Lui la inseguiva facilmente continuando a scattare. Fino a quando lei non si butto sul materasso, nascondendo il volto. Lui prese un frustino ed iniziò a darle dei gran colpi sulle natiche e sulle cosce. La schiava non poteva gridare, ma si dibatteva, piangeva, grugniva e soffocava le urla sulla ball gag attraverso la quale colava bava copiosamente. Anna era piena di segni. Lui la prese e la sollevo di nuovo in piedi. – Ora ti offri all’obiettivo come dico io, altrimenti ti spello viva. – Anna obbedì, il volto scarmigliato e sofferente, non voleva più essere frustata. Si rivolse all’obiettivo e lui scattò innumerevoli foto, come volle. Anna si girava ed offriva natiche, culo, cosce e tette come il Master le chiedeva. Poi la lasciò in quel modo, aprì la porta, che richiuse a chiave, ed uscì. Anna andò nel panico, si agitò tanto che cadde a terra e così conciata non ebbe neanche la forza di mettersi di nuovo in piedi. Molto tempo dopo fu in grado di trascinarsi verso una poltrona dove trovò la forza di adagiarsi. Il padrone tornò verso le undici. Le sciolse i polsi e le levò la pallina dalla bocca, le lasciò tutto il resto. La strinse per una tetta e le disse – preparami da mangiare, per il resto non mi disturbare. – Anna andò in ...
     cucina e si mise ai fornelli. Lo faceva raramente, durante la settimana aveva una cameriera che faceva anche da cuoca. Si mise d’impegno, quel tipo, ne era sicura, l’avrebbe punita se non fosse rimasto soddisfatto. Ne approfittò per mangiare anche lei qualcosa. A parte il tè del pomeriggio precedente, erano ventiquattro ore che non mangiava. Lui comparve una mezzoretta dopo. – Ho riattaccato il telefono ed ecco il tuo cellulare, se suonano rispondi. E non c’è bisogno che ti dica che devi essere saggia. – L’accarezzò sul culo e sulle cosce mentre lei rimestava la minestra. Lui la maneggiò fino a quando la troia non si riscaldò. Non colava perché era ermeticamente tappata. A quel punto le sciolse anche le caviglie, ma la lasciò con quelle mutandine e quel reggiseno. - Mettiti un vestito da cameriera e servimi. – Nel primo pomeriggio uscirono, il Master pensava che un po’ d’aria avrebbe fatto bene alla schiava. Lui non aveva problemi a farsi vedere in giro con lei, sarebbe stata lei a dover dare spiegazioni, che s’inventasse quello che voleva. Infatti Anna temeva quel momento e si stava spremendo le meningi per studiare una soluzione. Lei non voleva uscire, mai e poi mai, ma lui così aveva ordinato ed era inutile opporsi, la lezione l’aveva imparata. Mentre, sul pianerottolo, aspettavano l’ascensore comparve una giovane ragazza, si chiamava Francesca, che salutò cordialmente Anna e con un cenno il suo accompagnatore. Anna dominò la paura, doveva comportarsi normalmente e rispose ...