1. Intrepida e sfacciata


    Data: 18/02/2019, Categorie: Esibizionismo Autore: iprimipassi, Fonte: EroticiRacconti

    «Uf, ma non finisce più…», si lamentò Elena, seduta sul bracciolo della poltrona e avvinta con le braccia attorno alle mie spalle, mentre mi godevo i suoi capelli solleticarmi il volto e mi riempivo i polmoni dell’odore della sua pelle. «Dai, manca poco ormai. Solo i supplementari e, se tutto va bene, i rigori», la rassicurai. Il padrone di casa, tifoso sfegatato di una delle squadre impegnate a disputare la finale di Champions League, mi guardò torvo: «Ma “se tutto va bene” cosa! Li stiamo massacrando, dobbiamo vincere prima dei rigori!». «Massacrando?», intervenne un altro, «Ma stai zitto, che state avendo solo culo, come al solito!». «Ma che cazzo dici! Conta le occasioni, coglione!». «Si, bravo, conta pure la traversa di prima però!». «Oh, raga', finitela. Ricomincia!», intervenne un terzo, l’unico a non aver distolto lo sguardo dal televisore neppure durante la pausa pubblicitaria. «Dai, una mezz’oretta ancora e andiamo via», dissi ad Elena a bassa voce. Lei mi guardò sbuffando, poi si avvicinò al mio orecchio per sussurrarmi: «Vuoi farmi aspettare ancora mezz’ora? Ma io ho voglia adesso…». A quelle parole mi voltai verso di lei, perdendomi nei suoi occhi languidi e ammirando le sue labbra carnose piegate in un sorriso malizioso. Aprii la bocca, ma non ne uscì alcun suono. «In mezz’ora potrei raffreddarmi, sai?», aggiunse. Mi allungai per sfiorare il suo volto. Le sue labbra piene e calde erano irresistibili. Posai le mie sulle sue, in un bacio delicato. Sentire la ...
     morbidezza della sua carne mi indusse, in breve, a volerla mordere. Strinsi appena tra i denti il suo labbro inferiore, fin quando Elena non aprì la bocca, permettendo così alla mia lingua di prenderne possesso. Con una mano le cinsi la nuca per attirarla ancor più a me, mentre quello che sarebbe dovuto essere un casto e fugace bacio sulle labbra si era presto tramutato in un vorace e umido intreccio di lingue. Dopo pochi secondi, Elena si staccò per scivolare col suo corpo fino a sedersi su di me. Mentre tenevo un braccio attorno alla sua vita, con la mano dell’altro le risalii dal bacino lungo i fianchi, sfiorando il suo seno, florido e sodo. Lei si abbandonò, baciandomi il collo, fino a giungere al lobo dell’orecchio, che titillò con la sua bocca. I ragazzi sembravano concentrati sullo schermo ma, di tanto in tanto, non disdegnavano di lanciare rapide occhiate nella nostra direzione. Era la prima volta che vedevano Elena. Ci frequentavamo da qualche settimana e, dai miei accenni, sapevano che si trattava di una ragazza estremamente passionale. Tuttavia, le sue movenze feline, e la sensualità che trapelava evidente da esse, non mancavano mai di calamitare le attenzioni dei presenti. A lei quelle circostanze divertivano non poco. E, stranamente, non ne ero neppure geloso, dato che le sue, di attenzioni, erano costantemente rivolte solo a me. Quando ci era capitato di parlarne, mi aveva illustrato come amasse sentirsi desiderata, preda di sguardi e tacite voglie, come questo la ...
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