1. Il bambolotto prima parte (racconta ginetto)


    Data: 09/03/2019, Categorie: Prime esperienze Autore: Mirosa, Fonte: Annunci69

    Il bambolotto Prima parte (Racconta Ginetto). A cominciare dai quindici anni, avevo avuto diverse esperienze sessuali con donne più grandi di me, invece, la fica delle mie coetanee, mi volava sopra la testa ad altitudini siderali. Ne seppi il motivo da Cesira, donna attempata e navigata: «Ginetto, tu sei tutt’altro che bello e riguardo al fisico, beh, è meglio stenderci sopra un pietoso velo; gioca però a tuo favore la libido che ti trasuda da ogni poro e che non tutte le donne e specialmente le ragazzine, sanno captare. Però, se trovi una donna maiala quanto te, e che siamo a letto insieme ne è la conferma, sarà inevitabile che finirete con l’inventare porcate inaudite.» Cesira si materializzò un pomeriggio in un cinema, dove mi sorprese mentre stavo confidando ad un amico i miei conflitti interiori, nel dovermi sparare seghe a getto continuo, e che era in pericolo la mia sanità mentale, se non mi fossi fatto una sontuosa scopata terapeutica. Ovviamente la fatina protettrice degli sfigati, era già al corrente della mia impellente necessità, perché quasi subito, una pressione sulla spalla, mi aveva fatto trovare guancia a guancia con una signora, che mi fece cenno di andarle appresso senza indugio e la seguii senza una ragione, come un ragazzo segue un aquilone ” Grazie mitico Faber. Anche se la ragione l’avevo ben capita. Salii sull’utilitaria, guidò per alcuni minuti, varcò col pass elettronico la sbarra di un passo carrabile, posteggiò di fianco a una porta e ancora ...
     prima di scendere dalla vettura, mi chiese la carta d’identità, si concentrò leggendola attentamente, me la restituì ed accedemmo in un vasto locale ben arredato che ridendo mi disse che era stato ricavato da una tripperia in disuso. Cesira non si perse in preamboli e mi chiese di spogliarmi, lo fece pure lei, senza remora alcuna e da nuda, notai che non faceva nulla per nascondere i sessantatre anni che in realtà contava, più di quaranta dei miei venti, però a me era subito piaciuta così com’era. Mi condusse in bagno mi fece lei stessa un accurato bidè al pene, scroto, perineo, ano, penetrandomelo con la falange di un dito insaponato, poi mi scappellò il cazzo, tirando fino in fondo la pelle, e stringendolo fra il pollice e l’indice, ne risalì lunghezza e scrutò il prepuzio con l’espressione soddisfatta; mi disse quindi che lei il bidè l’aveva fatto il mattino, ma le sarebbe piaciuto che la prendessi nature, usò propio quel termine, perché avrebbe gradito gustare il sapore delle sue secrezioni vaginali, sul mio cazzo. Mi rivelai immediatamente per quello che avevo imparato ad essere e senza indugio m’inginocchiai, le abbrancai le natiche e le premetti il viso sulla fica depilata, intrisa di un acre odore, m’inebriai dei suoi acuti effluvi, poi con la lingua rigida la penetrai per un bel po’, quindi mi avventai sul clitoride, incastrandoci sotto la lingua e premendolo contro gli incisivi, provocandole un immediato fremito: «Finalmente ho trovato il porco che da troppo stavo ...
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