1. Biondina


    Data: 09/03/2019, Categorie: Lesbo Autore: Viola55, Fonte: Annunci69

    Dai fogli del diario di Viola Lunghe giornate, si susseguivano tutte eguali, quella costante voglia che attagliava la mente ed il corpo le miei lunghe continuative masturbazione, davano sollievo al corpo ma non alla mente, sempre in caccia di nove esperienze. Mi sembrava di vivere due vite parallele, di indossare ogni mattina la mia bellissima maschera, di donna quasi perfetta con una vita quasi perfetta e poi la sera saliva questa smania di sesso. Passano le settimane fra lezioni e fine settimana nei bar con le amiche, ho finalmente trovato un locale gay. Esco dall’aula di anatomia dopo un pomeriggio infernale, il caldo appiccicoso che scendeva lungo la schiena era divenuto ora dopo ora insopportabile, causa il mancato funzionamento del condizionatore. Cammino a piedi, nonostante stia calando il sole, la temperatura non tende a diminuire, sotto la canotta, le gocce di sudore cadono come pioggerellina primaverile, mi siedo sulla panchina, davanti alla fermata dell’autobus che mi riporterà casa, assorta come sempre nei miei pensieri non mi accorgo che accanto a me si è accomodato un signore di una certa età. Sto sfogliando il quaderno con gli appunti ma sento come una presenza strana che si sofferma sul mio corpo, alzo gli occhi in maniera quasi impercettibile e vedo l’uomo, accanto a me, con lo sguardo fisso sui miei capezzoli, solo ora capisco che essendo bagnati sporgono in maniera molto evidente. Alzo lo sguardo, gli sorrido e con modo malizioso mi passo le dita sui ...
     capezzoli, il volto dell’uomo diviene rosso come un pomodoro. In quel mentre arriva l’autobus, con galanteria mi fa passare per prima, sento la mano che mi aiuta a salire ma si sofferma troppo sulle natiche, mi accomodo in fondo negli ultimi posti, ritorno con la mente sui miei appunti, sono indietro, fra tre mesi debbo dare un altro esame. Si siede accanto a me, alzo gli occhi ed incrocio il suo sguardo, bell’uomo di una certa età, barba e capelli brizzolati, vestito bene, tiene una ventiquattrore di pelle nera, in una mano. Mi soffermo sulla mano, negli uomini è la cosa che mi eccita di più, mani curate, abbronzate, non porta fede ma poco importa. Gli uomini sono tutti dei bugiardi a priori. Sento il suo respiro sul collo, profumo di muschio bianco, arriva alle mie narici, non siamo soli. Il suo sguardo buca la canotta mi sembra di essere nuda accanto a lui e come spesso accade una miriade di sensazioni pervadono la mente, i capezzoli si irrigidiscono, il corpo senza nemmeno una parola gli fa capire. “Osa di più.” Si guarda attorno ma a quell’ora sul autobus ci sono solo pendolari, nessuno fa caso a noi. Con le dita sfiora le gambe, anche se il tessuto dei pantaloni non gli permette il contatto con la mia pelle, ho un brivido, risale fino all’interno cosce disegnando dei contorni all’altezza del linguine. Con gli occhi bassi, risale e si fa strada sotto la canotta e lentamente arriva al capezzolo, lo stringe forte ed ho un altro brivido, il suo respiro si fa più corto, lui gioca ...
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