1. Una giornata diversa


    Data: 11/03/2019, Categorie: Orge Autore: Markthesexlover, Fonte: Annunci69

    Lei è Federica,una ragazza come tante,ma dotata di una sensualità molto forte,che non viene da lei ricercata o esibita,ma che si manifesta in modo naturale e a lei inconsapevole:è castana chiara,dai capelli lisci,che è solita portare un po’ scalati,di media lunghezza e con un po’ di frangia che le copre parte della fronte,grandi occhi neri che possono trasmettere allo stesso tempo dolcezza e sensuale malizia e che si adagiano su un viso molto carino,acqua e sapone,ma proprio per questo eccitante perché lascia trasparire la sensualità e la malizia che sono dentro di lei e che di tanto in tanto escono,per poi sopirsi. Federica,soprattutto d’estate ama vestirsi con vestitini leggeri,gonne svolazzanti,mai volgari e con canottierine molto sottili,spesso portate senza reggiseno,facilitata dal fatto che ha un seno molto piccolo infatti Fede,come tutti la chiamano,porta una prima,che comunque la rende molto elegante,grazie anche al suo corpo snello e a due gambe slanciate;un ultimo particolare di lei,che colpiva ogni uomo o ragazzo che la osservasse,erano le mani,che avevano dita lunghe e affusolate e con delle unghie lunghe ma non troppo,tenuta di quella forma semicircolare,che le rende molto naturali.Quelle mani attiravano gli uomini,perché sembravano capaci di tutto,di provocare piacere al solo contatto. Fede,appena laureata,stava svolgendo il tirocinio presso l’ufficio di un commercialista e tutte le mattine si recava nel suo ufficio,abbastanza vicino al centro della sua ...
     città,prendendo ogni mattina l’autobus delle otto e trenta per essere al lavoro puntualissima alle nove.Infatti dopo circa venti minuti di viaggio,scesa dal bus,le restavano cinque minuti di camminata sotto un lungo porticato prima di raggiungere l’ufficio.Ma proprio in quei cinque minuti le attendeva ogni giorno la parte più dura;infatti sotto quel portico vi erano alcuni negozi e quasi in fondo,a poche centinaia di metri dall’ufficio,c’era una specie di bar,un pub molto vecchio,che non dava di sicuro la sensazione di pulito,ma che anche al mattino era sempre popolato di uomini,inutile dire non troppo belli,anzi perfetti per quel luogo così misterioso e losco. Così fede,da sempre molto timida,era un po’ intimorita a passare di lì in quanto più di una volta aveva sentito commenti molto audaci su di lei e, passando,spesso si era sentita spogliare da molti occhi,pieni di bramosia e perversione,e questa cosa la metteva un po’ a disagio;per di più il proprietario di quel bar,un uomo alto circa 1,75,con un po’ di pancia dovuta all’alcool,i capelli ricci neri e lunghi,non molto curati e per questo un po’ unti,le incuteva timore e in parte ribrezzo in quanto ogni volta che lo aveva visto indossava i soliti pantaloni scuri un po’ imbrattati,un gilet nero smanicato,che portava sempre sopra una camicia scozzese a maniche corte e con alcuni bottoni slacciati,che lasciavano intravedere la sua peluria. Quel giorno di giugno ormai inoltrato il termometro aveva già raggiunto i 30 gradi alle otto di ...
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