1. Finalmente realtà...


    Data: 11/03/2019, Categorie: Trans Autore: Marta-trav, Fonte: Annunci69

    Racconto di fantasia Voglio condividere, con chi vorrà leggere questa storia, quello che mi è successo alcuni anni fa. Ora ho quasi il doppio degli anni che avevo allora. Ma il piacere provato quel giorno è ancora ben chiaro nella mia mente. E non credo che lo scorderò mai. Buona lettura. Siamo a Torino. Qualche anno fa. Ultimo anno di liceo. Esami di maturità tra due mesi. Con i miei compagni di scuola iniziamo a fare programmi per l’estate. La prima estate con la patente di guida! Chissà dove andremo, chissà cosa faremo. Tra di noi c’è chi ancora non ha avuto rapporti con l’altro sesso. Io, fortunatamente, si. E’ successo due estati prima.<!-- /1013617/Annunci_300x250 --> googletag.cmd.push(function() { googletag.display('div-gpt-ad-1493738170950-0'); }); Stavo lavorando, come tuttofare, in un albergo della riviera romagnola. Volevo guadagnarmi i soldi per comprarmi una moto. Avevo sedici anni. Lei ne aveva trenta. Era di Modena. Si chiamava Patrizia. Era una cliente dell’albergo. Era, soprattutto, esperta. Non ho un bellissimo ricordo di quello che è successo quella sera. Ma, agli occhi dei miei compagni di classe, era importante soltanto che quel momento, per me, ci fosse già stato. Quest’estate vogliamo andare in Spagna. A Barcellona. Ma prima, però, ci sono gli esami. Saranno anche una formalità, ma la faccia devo mettercela comunque io. Quindi devo e voglio prepararmi bene. E così serate e serate di studio. Da solo o con i compagni di classe. Siamo a fine maggio. Gli ...
     esami si avvicinano. Decidiamo di studiare anche la domenica. Questa domenica siamo tutti a casa mia. I miei sono andati fuori Torino. Quasi tutte le domeniche vanno nella casa che abbiamo in campagna. Vicino a Ivrea. Ho compiuto da qualche mese la maggiore età. Sono ormai otto anni che vivo i miei contrasti interiori. Ma oggi non ci penso. Oggi è domenica e devo studiare con cinque miei compagni di classe. Ci sarà anche Monica. La più carina della classe. Che si è decisa a venire soltanto perché ci sarà anche Fabrizio. Fa niente. Ci vediamo alle tre. Studiamo fino alle otto. Poi usciamo a prendere delle pizze da asporto. Torniamo a casa. Le mangiamo. Beviamo birra. Ci rimettiamo a studiare. Alle undici di sera decidiamo di smettere. Ci salutiamo. Vanno via. Rimango solo. Sistemo la casa e mi sdraio davanti al televisore, nel salone. Resisto solo cinque minuti, è più forte di me. Sono otto anni che lo faccio. Lo farò anche stasera. Vado in camera mia. Apro il mio armadio. Ben nascosto dietro i maglioni c’è il mio piccolo segreto. Prendo la busta di nylon. Dentro non c’è tanta roba. Giusto quella che mi serve. Il resto, di solito, lo prendo in prestito dall’armadio di mia madre. Svuoto il contenuto del sacchetto sul divano. Anche oggi diventerò Sara. Mi spoglio completamente. Indosso il solito paio di calze bianche. Sono autoreggenti, ma a me piace comunque indossarle con il reggicalze. Ogni volta faccio un po’ di fatica ad inserire i gancetti nel bordo di pizzo delle calze. Ma ...
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