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    Data: 11/03/2019, Categorie: Etero Sensazioni Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Dopo pranzo il sole qua batte irrimediabilmente forte picchiando troppo potente per restarsene beatamente distesi sulla spiaggia, è assai rovente anche per andare in giro o per fare qualunque cosa, in realtà l’isola a quell’ora immancabilmente si svuota, dal momento che tutti si ritirano all’ombra o chi può rimane al fresco, poiché fuori non c’è nessuno. E anche noi d’altronde, come tutti questi pomeriggi, ci siamo rifugiati nella frescura della nostra capanna tra le palme, naturalmente ci siamo stesi a letto nudi, tant’è vero che prima del riposino abbiamo perfino scopato, più tardi Michele si è messo a pancia in giù e si è addormentato come un masso. Anche Elsa e Domenico nell’altra camera del villino devono essersi ritirati, perché prima con la porta aperta e dal sottile divisorio di legno si erano sentiti dei rumori seguiti da quei versetti inconfondibili di chi scopa, però attualmente tutto tace: devono aver finito anche loro, in quanto si saranno addormentati.Io di pomeriggio non voglio dormire, in effetti non ci riesco, perché se lo faccio poi mi sveglio con il mal di testa, di questo andare resto a letto osservando il soffitto, ciononostante fa caldo e decido che è meglio che me ne vada a stendermi sul dondolo collocato nella veranda, tenuto conto che forse c’è un po’ di brezza, in tal modo troverò un poco di fresco. Io recupero frattanto il pareo, però non lo metto, dal momento che passando davanti alla camera dei nostri amici li vedo sul letto e ho la prova ...
     tangibile che dormono. In questi villini le porte non ci sono ed è impossibile passare davanti alla porta d’una qualsiasi camera senza resistere alla tentazione di darci una sbirciata furtiva. Entrambi sono a pancia in giù, nudi con il sedere di Elsa che in quella posizione dà il meglio di sé stessa. Sotto la veranda, in effetti, c’è un po’ più di brezza, perché tutt’intorno è deserto, in spiaggia non c’è nessuno e anche sotto le verande dei villini vicini non c’è nessun individuo, per il fatto che gli unici rumori che si sentono sono provocati dal fruscio del vento che scuote le palme e il continuo infrangersi delle onde sulla spiaggia assieme ai versi lontani dei gabbiani. Questa vacanza invernale ai tropici è stata proprio un’idea ingegnosa e alquanto originale, a casa nostra in città ci sarà una nebbia da far paura, ci sarà un’umidità e un freddo da mettersi anche le mutande di lana, qui invece si sta molto bene, poiché è una meraviglia, considerato che non c’è bisogno d’avere uno straccio addosso, sì, è proprio vero, sembra incredibile eppure ci troviamo in un’altra latitudine.In quell’istante decido di concedermi un tuffo in mare, così mi libero di dosso anche l’appiccicoso residuo della scopata, il pareo non lo metto, giacché sono soltanto pochi metri perché in giro non c’è nessuno. Lo annodo a un palo della veranda affinché non voli via, dopo m’infilo soltanto i sandali perché la sabbia scotta. Non c’è che dire: ne ho fatti di progressi in questi pochi giorni, dato che appena ...
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