1. La processione a cap d'agde (tanto per ridere un po')


    Data: 12/03/2019, Categorie: Prime esperienze Autore: lecap, Fonte: Annunci69

    Come già detto nelle pagine precedenti, la scelta di passare una settimana delle nostre ferie a Cap D'Agde, più che per il nudismo, era dovuta alla nostra decisione di farci una nostra opinione personale di quel luogo dopo aver ascoltato e letto e visto in televisione, diversi ed opposti pareri di quella località. Senza volerci addentrare in pruriginosi commenti da parte di chi scrive e conseguenti risatine di chi legge, è ovvio che per placare la nostra sete di conoscenza, abbiamo deciso di passare una giornata anche nella famigerata sezione di spiaggia dove tutto è vietato come ovunque, ma dove tutto è concesso come solo in quel luogo. Il suo nome varia a seconda di chi la descrive; tra i tanti appellativi, “la spiaggia trasgressiva” è quello più comune. I francesi, ad ogni modo, la chiamano “la plage du cochons” e per chi conosce il francese, il nome è già tutto un programma. Immagino già che, a questo punto, qualcuno di voi sia impaziente di leggere il resoconto di ciò che abbiamo visto. Non lo farò. O meglio, dichiaro ufficialmente che NON HO VISTO NULLA! Dopo questa mia affermazione, al pari di Pinocchio ma anche dei moltissimi uomini che erano laggiù, mi si è allungato il naso! Beh, forse la parola “naso” in riferimento ai molti che sono in quella spiaggia...non è la definizione giusta. Non voglio assolutamente dire quanto quella fetta di arenile sia più frequentata di tutta l'altra parte più ampia della spiaggia nudista. Vi basti pensare che dalla tarda mattinata e ...
     fino a sera, ci sono tre carretti ambulanti che sostano sul bagnasciuga proponendo ai clienti, gelati, panini, bibite e quant'altro. Questi tre carretti sostano a pochi metri uno dall'altro e solo in quella zona lasciando, di fatto, i rimanenti due chilometri di spiaggia nudista senza punto di ristoro. Strano non vi pare? Ah, la dura legge economica della domanda e dell'offerta! Ecco perché, probabilmente, nessuno fa l'ambulante nel Sahara e neppure al Polo Nord. Fatto sta che arriva mezzogiorno e con lui anche un certo appetito. Dopo aver vagliato ciò che i cartelli sul carretto scelto suggerivano, abbiamo optato per due panini con prosciutto cotto, pomodori e insalata. I panini non erano già pronti ma venivano farciti al momento a seconda di cosa si desiderasse trovare al loro interno. Già: TROVARE. Aprendo il coperchio dell'insalata ecco saltare fuori una piccolissima ranocchia color verde chiaro che successivamente, il commerciante con un colpetto, la fece balzare sul bagnasciuga. Quello, imbarazzato, ci spiegò in francese... ...dato che ho una memoria ferrea e che, soprattutto, il francese è praticamente la mia seconda lingua, vi esporrò in lingua originale ciò che disse. Dopotutto, leggere è cultura e uno scrittore, quale innegabilmente e modestamente sono, deve assolutamente acculturare i propri lettori: “Escuzet me. L'insalatin vien direttament da il moi orticel et vist che ne uso pas les disserbant, vois potet veder tranquillament che il est tut natural.” Ma mia moglie ...
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