1. 089 - Mamma Sofia, suo figlio Cristiano e la sorella


    Data: 12/03/2019, Categorie: Etero Trio Incesti Saffico Autoerotismo Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    non perdere l’equilibrio appoggiandosi alla lavatrice, la mia sborra, a lungo trattenuta, uscì a fiumi dal meato, le allagai certamente l’intestino e quando, al termine di quella interminabile eruzione, estrassi la mia grossa mazza dal suo buco del culo, fu come vedere, appunto, la bocca di un vulcano, da dove la lava copiosa colava all’esterno, scorrendo poi dentro al profondo sentiero della sua figa rigonfia.Tra una scopata e una inculata giungemmo così al settimo mese, alcune volte, facendo sesso in modo classico e parecchie altre usando il delizioso e più stretto secondo canale. Da un paio di mesi, la mamma era divenuta la mia amante in esclusiva, lei non voleva più dividersi tra me e mio padre e così raccontò al vecchio genitore che per evitare problemi fin oltre il parto non avrebbe più avuto nessun tipo di rapporto.Al termine dell’ottavo mese comunque anche noi, cessammo i rapporti penetrativi e ci dedicammo a quelli esclusivamente manuali e orali. Lei ora aveva un pancione esagerato e io per facilitarle il compito salivo sul tavolo della cucina e lei rimanendo in piedi mi faceva degli ottimi pompini.Puntuale come una sveglia svizzera il parto avvenne secondo le previsioni del ginecologo e con parto naturale la mamma sfornò una bellissima femminuccia. Aveva tantissimi capelli, manco a dirlo, biondi, esattamente come i miei, anche il viso pur se ancora piccolo mostrava spudoratamente le mie sembianze. Nella camera dove c’era la mamma, la prima volta che le portarono ...
     la bambina, c’eravamo tutti e due, il vero padre e quello finto, mia madre osservava la creatura attentamente e poi mi guardava fissa negli occhi. Io, con sguardo complice, sorridevo compiaciuto, mentre mio padre accarezzava con estrema delicatezza le manine della piccola Daniela. Era il nome che io avevo suggerito alla mamma e che lei aveva imposto a papà, lui l’avrebbe voluta chiamare Maria, come la buonanima della mia nonna paterna.Arrivate a casa le due femminucce, io con la mente sgombra dai problemi scolastici, mi dedicai a loro due a tempo pieno. Imparai a cambiare i pannolini e a farla dormire cullandola, poi dopo, nascosti in un altra camera, lontani dalla piccolina, cullavo la mamma dandogli il mio biberon personale. Anche io le succhiavo le tette, mi faceva un po’ schifo il latte che ne fuoriusciva, ma mi piaceva troppo tenere in bocca quei capezzoloni fantastici. Negli anni il nostro rapporto segreto si rafforzò ulteriormente, molte volte mio padre fu vicinissimo a scoprirci, ma riuscimmo sempre a mistificare il nostro operato, a nascondere abilmente la vera verità.La bambina, crebbe con l’affetto di entrambi i padri e ancora oggi lei non sa che il padre naturale in effetti sono io. Daniela crescendo si è trasformata in una figa bellissima, oggi lei ha qualcosa in più di vent’anni e assieme alla mamma da circa un paio d’anni, giocano entrambe con me.Quando con calma, ragiono e cerco di sviscerare le motivazioni effettive, che mi hanno portato a desiderare di fare ...
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