1. 089 - Mamma Sofia, suo figlio Cristiano e la sorella


    Data: 12/03/2019, Categorie: Etero Trio Incesti Saffico Autoerotismo Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    sesso prima con mia madre e ora anche con mia sorella, che poi è contemporaneamente mia figlia, penso di essere inguaribilmente malato di mente.Con Daniela, tutto ebbe inizio, quel pomeriggio di Luglio, era domenica e si festeggiava assieme ad altri parenti, il suo diciottesimo compleanno. La guardavo con sguardo concupiscente e mia madre se ne accorse. Con una scusa mi chiamò in cucina e mi chiese senza mezzi termini se mi piaceva mia figlia. La guardai senza risponderle, ma nei miei occhi, l’implicita risposta fu fin troppo evidente. Mi domandò se lei non mi bastava più, la guardai e compresi la sua palese e profonda gelosia.Fu molto dura, mi dichiarò che se l’avessi tradita con Daniela lei avrebbe confessato tutto a papà.La festa di compleanno di Daniela continuò fino a sera inoltrata e poi, finalmente mi isolai in camera mia. Sbattuto sul letto, pensavo e con infinita tristezza, valutavo la nuova situazione.Passai quasi tutta la notte in bianco e pur spremendomi le meningi, non riuscii a trovare alcuna soluzione percorribile, fin quando, verso le sei del mattino, esausto, mi addormentai. E’ vero, come recita quel detto: Il mattino ha l’oro in bocca……Quando mi svegliai, improvvisamente, intravidi la soluzione, dovevo attuarla, portarla a termine, organizzare l’evento, recitare la mia parte e così verso le dieci del mattino, sapendo che Daniela si sarebbe svegliata al suono della sveglia mezzora più tardi, entrai in camera della mamma e come il piano prevedeva, non mi ...
     chiusi la porta alle spalle, la avvicinai solamente allo stipite……Come di consueto lei stava riordinando la camera, mi salutò freddamente e io mi avvicinai a lei da dietro e la abbracciai stringendole il seno, la baciai languidamente sul collo e poi dietro all’orecchio, dentro al quale penetrai con la punta della lingua, le morsi lievemente il lobo, mentre le mia mani viaggiavano all’interno della sua profonda scollatura. Le sussurrai parole di fuoco, ma al contempo dolci come il miele. Le confessai di amarla perdutamente e mentendo spudoratamente le dissi anche che sarebbe stata l’unica donna della mia vita. Lei si girò e mi guardò negli occhi, li vide carichi di libidine, velati dalla passione e si lasciò spogliare. Il leggero vestitino aveva una quantità industriale di bottoni sul davanti, li sbottonai ad uno ad uno e alla fine glielo sfilai, vidi che la mamma si era “dimenticata” di infilarsi le mutande e allora portai le mie mani dietro la sua schiena e sganciai il reggiseno nero, lo feci poi passare dalle braccia e glielo tolsi, liberando così le grosse poppe. Era nuda, il letto era dietro di lei, bastò che la spingessi lievemente per farla adagiare sul morbido giaciglio. Un attimo dopo mi ero già liberato del pigiama e le fui sopra, lei mi chiese se avevo chiuso la porta, mentii ancora e le dissi di si. Mentre lei stava con gli occhi chiusi, guardai l’orologio da polso e vidi che erano le dieci e mezza, glielo infilai in figa e iniziai ad agitare il culo ficcandoglielo fino ...
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