1. Autogrill


    Data: 13/03/2019, Categorie: Tradimenti Autore: lektor1, Fonte: Annunci69

    Ripropongo un racconto che avevo già pubblicato con un vecchio account. Cinquecento chilometri senza una sosta, chiusa nell'abitacolo della macchina con mio marito e mia suocera. Seduta nei sedili posteriori perché la cara suocera patisce a stare dietro e quindi il suo amato figlioletto, senza interpellarmi, a deciso cedergli il sedile accanto al suo. Nulla di drammatico, sono pure più comoda sdraiata sui tre posti dietro ma, primo avrebbe dovuto interpellarmi, secondo tutto il viaggio senza essere neanche sfiorata è veramente troppo lungo. Lungo come la settimana di vacanze che abbiamo appena trascorso, sette giorni in letti separati, perché la suocera non poteva restare in camera da sola con il rischio dell’ansia, quindi a dormire nella singola ci sono andata io. Una settimana senza neanche un attimo d’intimità, la suocera era sempre in mezzo, in spiaggia, a pranzo in giro per il paese, sempre in sua compagnia. Per fortuna stiamo tornando a casa!!! Sono quasi le tre di notte quando Andrea si accoda alle macchine che lo precedono per immettersi in autostrada, stanca dal viaggio sono sdraiata sul divanetto posteriore, con la testa appoggiata alla portiera e le gambe distese. La minigonna che indosso, ultimo tentativo per convincere Andrea a farmi sedere davanti, si è sollevata lasciando scoperte le cosce, il bordo delle autoreggenti. Intravedo nella luce gialla dei riflettori un furgone bianco accanto a noi, nella colonna affianco, l’autista continua a guardare nella nostra ...
     direzione. Avanza di qualche metro, ma subito lo raggiungiamo e lui si volta di nuovo a guardare. Ho capito cosa stia osservando, mi appaga essere l’oggetto dei suoi sguardi. Voglio ringraziarlo, allargo le gambe, sono certa che riesca a vedere il mio perizoma rosso, avanza di nuovo, e subito dopo lo raggiungiamo, il suo sguardo è estasiato, voglio esagerare, Andrea è interno nella guida, la suocera dorme profondamente, sposto lo slip e gli mostro la fica. Tanto fra qualche minuto si passa il casello e non ci si vede più. Il suono dei clacson mi scuote, l’autista accelera velocemente, ha aspettato troppo per osservare il mio spettacolo. “Il solito addormentato!” commenta Andrea rivolto all'autista. Taccio è da quando siamo partiti che non apro bocca. Una decina di minuti e Andrea rallenta, “Sono troppo stanco, ho bisogno di riposare un paio di ore!” Continuo a non rispondergli. Si ferma nel parcheggio dell’autogrill. “Claudia ti sposteresti un poco che abbasso lo schienale?” “Fai pure, io scendo e vado in bagno, poi mi prendo qualcosa al bar!” rispondo uscendo dalla macchina. Mi dirigo verso i bagni, entro in quello delle donne ma devo desistere, sono lerci, inutilizzabili, provo a vedere quelli degli uomini. Non sembra esserci nessuno, entro ma la situazione è la stessa, se non peggiore. Mi resta solo una soluzione, l’ampio prato dietro al parcheggio dei camion, un angolo buio dove fare pipì lo trovo certamente. Veloce mi sposto verso i camion, tir, autoarticolati e furgoni ...
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