1. Il suo nome è olivier


    Data: 13/03/2019, Categorie: Tradimenti Autore: LoScrittore91, Fonte: Annunci69

    -Qui sta andando tutto bene. Nel pomeriggio ho fatto shopping con Virginia sugli Champs Elysees, ho comprato di tutto! Verso sera abbiamo cenato in un ristorantino italiano e adesso siamo in pub -, informo Riccardo che è all’altro capo del telefono. - Sono contento che ti stai divertendo amore. Quando torni? -, mi domanda con una voce che nasconde un velo di tristezza. Passeggio accanto alla porta di entrata del locale, c’è una temperatura così piacevole che mi dispiace quasi rientrare. - Già ti manco? Devi resistere 3 giorni -, gli rispondo cercando di essere il più dolce possibile. - Va bene, resisterò. Ti stai comportando bene lì? - Sorrido e contemporaneamente scuoto la testa, continuando distrattamente a passeggiare avanti ed indietro. - Certo, ti devi fidare di me -, rispondo. - Non mi fido di Virginia -, ribatte. - Lo sa che sono fidanzata e mi rispetta, tranquillo. Dai amore ora vado, ci sentiamo più tardi. Ti amo - - Anche io ti amo, a dopo -, concludo la telefonata ed entro nel locale. L’ambiente è piuttosto piccolo, molto illuminato, può contenere soltanto un numero ristretto di clienti. Le pareti sono rivestite in legno, il pavimento invece è coperto da una moquette nera. Un bancone in legno, decisamente alto e massiccio, si estende per diversi metri occupando l’intera ala sinistra del locale. Dietro al bancone vi è un cameriere intento ad asciugare un boccale di birra.<!-- /1013617/Annunci_300x250 --> googletag.cmd.push(function() { ...
     googletag.display('div-gpt-ad-1493738170950-0'); }); Di fronte, o meglio alla mia destra, un piccolo gruppo di clienti ha occupato i pochi tavolini di legno, collocati in modo da ricavarne più spazio possibile. Il brusio delle persone che chiacchierano, e una tipica canzone francese come sottofondo, rendono piacevole l’atmosfera. Virginia è seduta al tavolo, impegnata a consultare il menù. Mi avvio verso di lei ma, prima di raggiungerla, noto un ragazzo nero al bancone seduto su uno sgabello. Sta bevendo una birra con un amico, appena si accorge che lo sto guardando mi sorride. È bellissimo, sembra uno di quei modelli che posano per Abercrombie. Ha i capelli corti, neri, che fanno da contorno ad un viso stupendo. Ha un po' di barba che lo fa sembrare ancora più sexy. Anche se è seduto mi rendo conto che è decisamente alto. Indossa una t-shirt bianca che mostra i suoi bicipiti robusti, ma anche i i pettorali, talmente vistosi e solidi da spingere prepotentemente contro il tessuto della maglietta, mostrandone così le forme. Ricambio il sorriso, passando nervosamente una mano fra i capelli. È una situazione imbarazzante, sicuramente si è accorto che sono rimasta imbambolata a guardarlo più del dovuto. Cerco di non pensarci. Mi siedo al tavolo, di fronte a Virginia. - Ah ce l’hai fatta! L’hai tranquillizzato il povero cucciolo? -, mi domanda sorridendo. Chiude il menù e focalizza lo sguardo su di me. - È preoccupato che mi porti sulla cattiva strada -, rispondo. - Ha ragione, non siamo qui per vedere musei o ...
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