1. Quel suo sguardo perverso


    Data: 14/03/2019, Categorie: Altro, Etero Dominazione Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    «Perdonami, ma trovo la tua riluttanza alquanto fuori luogo».«Va a finire che ho torto io ora!».«Non è quello. Solo che, pensaci, l’animo umano non è poi tanto diverso da questo posto. E il nostro, nulla più che uno dei modi nei quali si possono esprimere alcune delle sue sfaccettature», dissi ad Eleonora mentre ci aggiravamo nel labirinto degli specchi. Lisa ci osservava in silenzio, cercando a tentoni una via d’uscita.Gestivo da poco quel ramo delle giostre, ma avevo apportato alcuni miglioramenti che rendevano ben più arduo del normale orientarsi nel labirinto. Persino io, che conoscevo a menadito il percorso, a volte faticavo a ritrovarmici, fra luci stroboscopiche, zone buie e pareti a specchio.Appena prima dell’inaugurazione, avevo chiesto a Lisa di testare il frutto del mio lavoro. Ne fu entusiasta, ed io con lei, dato che la stima che nutrivo nei suoi confronti mi portava a fidarmi pienamente del suo giudizio.Il giorno concordato si presentò con la sua amica Eleonora, che conoscevo da qualche settimana e trovavo decisamente una piacevole interlocutrice. Nel corso della mattinata mi ritrovai, così, a chiacchierare e scherzare in compagnia di queste due belle ragazze mediterranee che, dopo pranzo, condussi al sito delle giostre. Proprio durante il tragitto, io e Lisa ci trovammo a confidare alla terza il nostro hobby comune, lo scrivere racconti a tema erotico. Eleonora non si disse scandalizzata o particolarmente colpita da ciò ma, certamente, il suo atteggiamento ...
     non lasciava trapelare la serenità d’animo che ostentava.Così, capitò che, nei minuti successivi, più volte il discorso cadesse sempre sullo stesso tema. Fin quando, trovandoci a girare per il labirinto, non ebbi servita la metafora perfetta di quello che la scrittura rappresentava per me. E per Lisa. Un modo per esplorare noi stessi, un modo di perdersi tra le illusioni, i desideri, le voglie, pulsanti o silenti. Nonché un modo per esprimerle, elaborarle, recuperare il bandolo della matassa che, dal profondo del nostro inconscio, ci aiutava a riemergere nella realtà.Lisa non poté fare a meno di accennare alla nostra amica quello che, per noi, era ormai un vero e proprio tormentone. Il suo proverbiale lato oscuro. Quello che celava dietro la sua parvenza da ragazza impeccabile ma che, con sempre più insistenza, scalpitava per venire fuori, per essere appagato, soddisfatto.Eleonora non sembrava comprendere a pieno le parole dell’amica. O forse non voleva farlo. «Per me resterai sempre la brava ragazza che conosco da anni», le rispose, «Di certo non cambio idea su di te solo perché puoi aver voglia di farti una scopata ogni tanto». Io e Lisa ci guardammo per un istante attraverso l’unico vetro che ci separava in quel momento. Mi conosceva fin troppo bene, non poté non notare un lampo attraversare i miei occhi. Quel lampo.Distogliendomi a fatica da lei, tornai a rivolgermi all’altra, appena più distante da noi. «Vedi, non è questo il lato oscuro di Lisa. Non è certo il farsi una ...
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