1. La mia prima assistita


    Data: 14/03/2019, Categorie: Lui & Lei, Autore: caretonurse, Fonte: Annunci69

    Sono un infermiere e da un po' di anni lavoro in una struttura sanitaria convenzionata con la ASL di un paesino campano. Ho avuto la fortuna di iniziare praticamente giovanissimo, avevo appena compiuto 23 anni. Un bel ragazzo moro, alto e simpatico. Devo dire che il tempo ha scolpito il mio corpo, ma tutto sommato dimostro molto meno dell'età che ho. Col primo turno lavorativo venni affiancato ad un collega più anziano che all'epoca avrà avuto 46-47 anni. Era un caldo lunedì notte quel 14 luglio del 1997. Caso volle che nel reparto dove lavoravo, la mattina fu ricoverata una ragazza per un sospetta lipotimia. Come di prassi, facemmo il giro visite dei pz. per le varie camere, portando i nostri sorrisi e un po' di conforto. In una delle prime camere travammo la ragazza ricoverata di mattina. Fu un colpo appena entrati. Stava sdraiata sul letto con un completo di pizzo nero, tutto ricamato, e con una vestaglia di quelle che sembravano veli.<!-- /1013617/Annunci_300x250 --> googletag.cmd.push(function() { googletag.display('div-gpt-ad-1493738170950-0'); }); A stento entrava nel letto, bellissimo viso, occhi azzurri, capelli corti e biondi, corpo da sirena, avrà avuto 26-27 anni... Una modella..?? Pietrificati sull'uscio della porta, la salutammo e senza dire una sola parola uscimmo in silenzio. Finimmo il giro e nel mentre ci accigevamo a preparare i farmaci da somministrare da lì a poco, vedo lei nel corridoio avvicinarsi verso il locale dove eravamo. Con un accento francese ...
     chiede se doveva fare qualche terapia. Controllo sulla cartella e le dico di no. Non posso non ricordare l'abbigliamento che indossava in occasione del ricovero, tipicamente insolito, tipicamente sensuale e provocante. Mai capitato e specie poi il primo giorno di lavoro. Iniziammo la terapia serale, che prevedeva come anche adesso terapia parenterale da effettuarsi alle 21.30 e dopo averla finita, ci accomodammo nel locale adibito a infermieria, che oggi si chiamerebbe office infermieristico, per guardare la TV. Verso le 22.30 una chiamata da una camera, essendo il più giovane, mi precipitai, era la camera di quella strana ragazza. Il cuore andava a mille. Entrai e la trovai in posizione prona senza vestaglia, gli slip sgambati mostravano un fondo schiena da favola, sulla chiappa destra un tatuaggio raffigurante una rosa in un filo spinato, era fresco di qualche giorno. Si gira con la faccia maliziosa e mi chiede di spalmarle la vasellina sul tatuaggio. Resto di nuovo pietrificato, inizio una sudorazione profusa, tachicardia e pallore. Lei mi fa, chiudi la porta per favore. Non posso crederci, stavo sognando? Poi prendo coraggio mi avvicino e mi siedo accanto a lei sul lato sinistro così da poter raggiungere agevolmente e con più disinvoltura il gluteo destro, sodo e roseo che ho sotto gli occhi. Già prima di toccarla ho un erezione improvvisa. Lei se ne accorge ma fa finta di nulla. Le divise da infermiere sono di quel cotone leggero, se prese a misura le forme appaiono. ...
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