1. La passione di una vedova.Ramy: La vacca che sto possedendo


    Data: 14/03/2019, Categorie: Etero Dominazione Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    lei e dopo averle promesso che ci saremmo rivisti nella serata su skype partii alla volta del paese con la mia macchina, intenzionato a godermi tutta la trasferta. Fu una giornata piacevole il paese era ospitale e anche le aree limitrofe non erano male. Mangiai in un ristorantino molto noto e poi andai ad attendere la sua uscita. Aspettai non poco ma più attendevo più il mio desiderio cresceva. Finalmente il portone si aprì e lei comparve. Era quasi identica a come la vedevo su skype. Truccata bene con occhiali da vista modello leggero un bel viso, curata e abbondante, molto straripante. Era vestita con gusto sebbene senza esagerazione. L’unica particolarità era nella ricerca degli accessori: collane e bracciali. Scesi dalla macchina e mi avvicinai. Lei rimase perplessa come fulminata e io le sorrisi. Il suo sorriso fu imbarazzato e io le dissi Sali tu in macchina o devo farti salire io? Non rispose salì e io uscii dal paese. Non mi disse altro di evitare la gente pettegola e io evitai tutto e quando fummo ad una distanza ragguardevole dal paese le dissi: “in albergo o a casa mia a Roma?” ma lei non rispose. Decisi io e partii per Roma. Lei mi disse che non si poteva allontanare per così tanto tempo ma io le dissi che era solo una notte che avrebbe dovuto trascorrere e che era meglio che si fosse rilassata tanto indietro non l’avrei portata. Prendemmo l’autostrada e finalmente la donna si era rilassata ora rideva e scherzava, mentre io covavo desiderio. Era stato un ...
     rapimento vero e proprio con lei che però sembrava consenziente. "Non ci volle che un’oretta ed eravamo sotto casa mia parcheggiai sebbene non fosse affatto facile e la feci scendere dalla macchina. Era rosa dall’ansia e dai sensi di coolpa mentre io già l’avevo abbracciata e la tiravo verso il portone di casa. Esitammo ancora ma io sentivo il suo sudore, lìodore di lei misto al profumo femminile in un che di afrodisiaco che non mi dava pace e allora la spinsi, la trascinai senza violenza ma con risoluta convinzione e lei fece i passi che doveva fare. Già quando salimmo in ascensore lei era fra le mie braccia e io l’abbrancavo con grande smania. Fu un attimo aprii la porta e le piombai addosso con lei che era in mia balia. La voglia mia era irrefrenabile anche se non nascondo che Ramy provò a resistere. L’avevo già condotta sul divano e con metodica insistenza avevo preso di mira le sue labbra prima dischiuse poi sempre più aperte sino a far entrare la mia lingua guizzante e sempre più prepotente. La volevo tutta e subito mentre lei cercava di sottrarsi. Sapevo che dovevo un po’ forzarla e se la lingua sendeva in profondità le mie mani non erano da meno. La stavo lavorando cercando di sfilarle il pantacollant. Le dissi che la desideravo. Volevo sfinirla. Ora non avevo in mente altro che possedere quella immensa donna che iniziava a gemere per le toccate che andavano tutte a segno. Volevo chiavarla, soddisfare tutto quel ben di dio e soprattutto soddisfarmi. Nonostante le vane difese ...
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