1. Codice rosso, rosso come una divisa, rosso come il nostro amore


    Data: 14/03/2019, Categorie: Tradimenti Autore: BigS, Fonte: EroticiRacconti

    Il tutto è cominciato quasi per caso… gli sguardi si intrecciarono in quella postazione… lo scambio reciproci dei nomi… un turno insieme e siamo divenuti indivisibili. E sempre lo saremo. La prima volta ci baciammo solamente, ma fu un bacio così profondo da farci intuire che non sarebbe stato l’ultimo. La protagonista di questa storia sarà chiamata Harley per poterla proteggere nell’anonimato. Successivamente ci furono messaggi, fra di noi, ma questo non fece altro che aumentare il desiderio: Io: “ho voglia di possederti tutta e di farti sentire la mia erezione dentro, pulsante, vigorosa, ansiosa di esplodere dentro di te mentre ti stringo i seni con te che urli dal piacere”. Harley “cavolo non me lo aspettavo, le tue dimensioni sono preoccupanti… non so se riuscirò a prenderlo tutto in bocca” - mi scrisse - “però avrei una richiesta da farti: devi venirmi in bocca, io amo ingoiare e sentire il tuo seme scendermi giù per la gola mi farà inevitabilmente venire”. Entrambi fidanzati, dovemmo incontrarci in gran segreto; non dirò molto in merito ai nostri relativi partner, basti solo sapere che sono entrambi dei promettenti personaggi di successo: il suo lui un medico con un sicuro futuro roseo mentre la mia lei una professionista in ambito aziendale in totale ascesa. Eppure mancava loro un qualcosa che nessuno può imparare da un libro di scuola... quella scintilla che ti da il coraggio di saltare addosso alla persona amata e di farla tua nonostante siate in un parcheggio ...
     affollato dell’Ikea, chiusi in macchina, menefreghisti di chi guardasse. Detto ciò, la prima notte fu fantastica. Chiusi in macchina, durò poco il parlare fra noi. Lei, in camicetta e minigonna, si scostò subito le mutandine per poi cavalcarmi selvaggiamente, infilandosi i miei 23cm di cazzo senza darmi nemmeno il tempo di inumidirmelo… cosa che scoprii del tutto inutile dato che la sua figa era già squisitamente fradicia. Sentire quel calore non fece che farmi indurire ancora di più, facendola tremare e venire dopo poco. H: “cavolo sei enorme, non riesco nemmeno a prenderlo tutto… è troppo piccola per te…” continuava ad urlare fra un gemito e l’altro. Inutile dire che quella frasi ripetute come un mantra mi resero uno stallone da monta, occludendomi la vena del cervello dedita alla flusso di sangue (per intenderci, da lì non ragionai più). Le strappai la camicetta tirandole fuori un seno mozzafiato… soffice ma sodo allo stesso tempo, con un bel capezzolo dalla media grandezza che non desiderava altro che essere succhiato. La macchina divenne un lago da quanto Harley perdeva umori, e quell’odore nell’aria non faceva che rendermi ancora più pazzo. Balzammo sui sedili posteriori della macchina, lei sotto a gambe aperte ed io che le leccavo via tutto quel succo dalla figa… era pelosina, la stronza, quel pelosino eccitante, dal pelo morbido che ti avvolge tutto il naso mentre le stai leccando il clitoride… cavolo se era zuppa, più leccavo e più lei veniva, riempiendomi completamente il ...
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